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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 15 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Un posto dove tornare  

Ambiente

Sinis-Mal di Ventre: paradiso dello snorkeling

L'Area marina protetta Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre si trova lungo la costa centro-occidentale della Sardegna, tra la penisola del Sinis, il Golfo di Oristano, l'isola granitica di Mal di Ventre e lo scoglio basaltico del Catalano. Si tratta di un'area con importanti valenze naturalistiche e culturali, come le famose spiagge di quarzo di Is Arutas, le lagune costiere e i siti archeologici di Tharros e Monte Prama, dove furono rinvenute le statue di epoca tardo-nuragica esposte al museo di Cabras e al museo archeologico di Cagliari. Le spiagge del Sinis, con le loro sabbie quarzose, caratterizzano il paesaggio costiero. La collaborazione tra l'Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr di Oristano e il Comune di Cabras, ente gestore dell'area marina protetta, ha consentito nel corso degli anni di monitorare lo stato di erosione dei litorali e di predisporre misure di gestione e salvaguardia idonee al loro mantenimento. Sono state identificate le aree più vulnerabili e messe in atto campagne di sensibilizzazione contro il prelievo illegale della sabbia.

Questo settore costiero della Sardegna centro-occidentale è, inoltre, oggetto di studi sugli effetti del cambiamento climatico sui litorali sabbiosi. Le misure strumentali effettuate negli ultimi due secoli mostrano che il livello globale del mare è in aumento, con tassi di risalita più rapidi rispetto ai millenni precedenti, raggiungendo valori di circa 3 mm/anno negli ultimi decenni. Questi dati sono riportati nel recente rapporto sui cambiamenti climatici globali dell'Ipcc. Come è noto, l'aumento del livello del mare è correlato al riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra di origine antropica, in particolare la CO2. Questo fenomeno aumenta considerevolmente il rischio di sommersione delle aree costiere, soprattutto nelle piane alluvionali con conseguente arretramento della linea di riva. La piana alluvionale del Golfo di Oristano è particolarmente vulnerabile rispetto all'innalzamento del livello del mare. Gli studi previsionali hanno dimostrato che il mare potrà penetrare all'interno della attuale linea di costa per diverse centinaia di metri mettendo a rischio infrastrutture e aree agricole.

Un ulteriore effetto del cambiamento climatico è l'acidificazione degli oceani e la relativa dissoluzione di sedimenti marini a composizione carbonatica. L'acidificazione del mare potrebbe comportare una riduzione della disponibilità del sedimento biogenico presente nel settore sommerso dei sistemi spiaggia-duna a composizione carbonatica, come quelli che caratterizzano alcune spiagge nelle coste del Sinis.

Dal punto di vista naturalistico la penisola del Sinis è caratterizzata da un'estesa prateria di Posidonia oceanica, che si spinge oltre i quaranta metri di profondità. Numerose sono le specie ittiche che possono incontrarsi lungo la costa, apprezzabili anche semplicemente in snorkeling. Le tane sono popolate da cernie e corvine, mentre saraghi e tordi sono visibili ovunque. Sono censiti circa trenta siti diving nelle zone di Seu, all'isola di Mal di Ventre e allo scoglio del Catalano, caratterizzati da acque molto limpide. Il Cnr ha concentrato l'attenzione sia sulla gestione sostenibile delle risorse (fauna ittica, riccio di mare), come anche alle specie protette (Patella ferruginea, Pinna nobili, Caretta caretta).

(Si ringrazia Eugenia Salvadori per la collaborazione)

Giovanni De Falco

Fonte: Giovanni De Falco, Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilit in ambiente marino , email giovanni.defalco@cnr.it -