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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 15 lug 2020
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Come salvare il comparto alberghiero in crisi

Ripensare l'hotel del domani. Ecco il focus del webinar dell'8 luglio dal titolo “Scommettiamo sull'hotel del futuro”, organizzato da Playhotel Next e dedicato alle possibili strategie da intraprendere nel campo del turismo italiano e alla corretta gestione delle strutture alberghiere del nostro Paese.

La crisi causata dal Coronavirus ha aggravato la situazione presente, colpendo in modo particolare le città d'arte come Roma, dove l'incidenza del fatturato del mercato estero è quasi dell'80 %. “Il mercato Italia è quello su cui tutti noi puntiamo”, afferma Giovanna Manzi, amministratore delegato della Bwh Hotel Group Italia. “Non solo per una necessità ma anche per un concetto di riscoperta, soprattutto delle città d'arte”. Manzi espone come la sua catena alberghiera abbia messo a punto un programma di protezioni per riaprire in sicurezza, dal nome “Special protection che comprende un protocollo di igiene e di sanificazione degli ambienti, una copertura assicurativa per il cliente e una facilitazione delle procedure contactless.

Anche il Governo si sta muovendo per andare incontro alle necessità delle aziende alberghiere, attraverso l'emanazione del Decreto liquidità, uno dei tanti provvedimenti emergenziali. Questo presenta numerosi vantaggi perché, come spiega l'avvocato Andrea Vasapolli: “ha introdotto per le società nel settore alberghiero la possibilità di rivalutare gratuitamente, ossia senza imposte, i beni dell'impresa, consentendo alle aziende un accesso più facile alle risorse del sistema bancario”. Di fatto con questa manovra il Governo impedisce la messa in liquidazione di molte aziende, proteggendole in vista delle perdite che subiranno tra il 2020 e il 2021.

Ma non basta arginare la crisi guardando solo alla situazione presente. Occorre avere una visione più ampia, che sappia immaginare la vita dell'hotel nel futuro e i suoi obiettivi. È ciò che propone Roberto Necci, presidente del Centro studi Federalberghi Roma e vice presidente Federalberghi Roma, il quale pone l'attenzione sul fatto che “non sempre la componente imprenditoriale è all'altezza di gestire situazioni delicate e in mutamento, manca una competenza a 360° che oggi si rende oltremodo necessaria”. Il punto fondamentale per Necci è che “l'azienda-albergo non è diversa da una qualsiasi altra azienda e perciò occorre una buona prassi gestionale alla base dell'attività alberghiera”. Alla luce degli ultimi eventi causati dal lockdown, è necessario dunque ripensare la gestione e far sì che l'imprenditore si affidi a consulenti preparati. L'intuito personale dell'imprenditore non basta. Lo scenario globale si presenta così complesso da richiedere un team di esperti che possano affiancarlo nelle decisioni più importanti.

È della stessa opinione anche Renato Andreoletti, direttore della rivista “Hotel domani” (Tecniche nuove), che sulla base della sua esperienza pone l'attenzione sulla formula dell'Hotel vincente: “una realtà dinamica che sappia coniugare il genius loci con la modernità”. A tal proposito porta come esempi virtuosi gli alberghi veneziani “Hungaria” e “Flora”, sintesi di modernità e tradizione veneziana, che hanno ottenuto traguardi importanti grazie a figure professionali competenti che hanno affiancato i dirigenti delle strutture alberghiere. Nonostante l'Italia riesca ad ottenere ogni anno risultati significativi nell'ambito del turismo, tuttavia Andreoletti si rammarica per l'assenza di una logica di sistema più ampia, che possa indirizzare le singole realtà secondo valori condivisi.

Eugenia Salvadori