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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 15 - 29 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - L'estate con il Covid-19  

Agroalimentare

Contagio attraverso il cibo: possibile?

Mantenere la distanza di sicurezza, usare la mascherina ove prescritto, evitare affollamenti, lavare bene e spesso le mani, tossire e starnutire nel gomito, tutte norme utili per contrastare la diffusione del Coronavirus che sono entrate nelle abitudini degli italiani, anche se gli indisciplinati sono molti. Sono però maggiori i dubbi sulla trasmissione attraverso il cibo e, quindi, sui comportamenti da tenere con gli alimenti portati a casa e a tavola.

“La sicurezza dei cibi richiede anche la partecipazione attiva del consumatore, attraverso il rispetto delle norme igieniche durante le fasi di acquisto, preparazione e consumo”, spiega Alida Sorrentino dell'Istituto di scienza dell'alimentazione (Isa) del Consiglio nazionale delle ricerche. “In questo periodo di emergenza sanitaria l'acquisto degli alimenti confezionati e sfusi è un punto critico che richiede precauzioni aggiuntive da parte del produttore, del trasformatore, del trasportatore, del venditore ma anche del consumatore, al fine di garantire sicurezza e igiene. Dopo l'acquisto gli alimenti devono essere trasportati a casa in tempi brevi e conservati alle temperature e con le modalità indicate in etichetta, perché molte infezioni alimentari hanno origine proprio dall'errata manipolazione e/o conservazione domestica. Diverse agenzie di sorveglianza sanitaria quali Iss, Efsa e Oms forniscono linee guida dal campo alla tavola che individuano e identificano le responsabilità di tutti gli attori coinvolti nella catena”. 

Il discorso si fa più complicato per la verdura e la frutta consumata cruda, in parte con la buccia. “Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che i cibi crudi e trasformati non sono fonti del Covid-19, anche se gli alimenti crudi, di origine animale e vegetale, possono essere contaminati da microrganismi alteranti e patogeni, parassiti e virus di origine intestinale”, prosegue la ricercatrice del Cnr-Isa. “Al momento del consumo, dunque, non bisogna dimenticare le regole igieniche per la loro corretta manipolazione, al fine di ridurre i rischi di contaminazioni microbiche e virali. La cottura, eseguita in maniera opportuna, assicura la distruzione di batteri patogeni e virus se il consumo avviene in tempi brevi. Mentre nella preparazione di piatti con verdure e ortaggi crudi e per la frutta il lavaggio è fondamentale e deve avvenire con abbondante acqua potabile e, per alimenti quali lattuga, spinaci e frutta che non si sbuccia, con una sosta in acqua contenente soluzioni disinfettanti a base di cloro approvate per uso alimentare, osservando dosaggio, tempi e risciacquo opportuni per evitare di consumare dannosi residui di cloro. Le operazioni di sanificazione devono essere inoltre effettuate sulle superfici e sugli utensili che vengono a contatto con gli alimenti, così come bisogna evitare le contaminazioni che si avviano quando avviciniamo alimenti cotti e crudi. Sul tema, si possono consultare in rete i 'Cinque punti chiave per alimenti più sicuri' definiti dall'Oms”.

Una dieta sana e corretta può inoltre, in parte, aiutare a contrastare la pandemia. “Qualità e composizione della dieta influenzano il sistema immunitario, così come l'assunzione di alimenti ricchi di nutrienti, in grado di interagire positivamente con la microflora intestinale, influenza la risposta immunitaria. In particolare, un'adeguata assunzione di elementi minerali come zinco, ferro e vitamine A, B 12, B6, C ed E sono essenziali per mantenere il sistema immunitario efficiente, in grado di contrastare la presenza di batteri patogeni e virus veicolati da alimenti, acqua e bevande”, conclude Sorrentino. “Le maggiori fonti di questi elementi sono frutta, ortaggi, legumi, cereali integrali e pseudo-cereali (amaranto, quinoa, grano saraceno…), frutta secca ed erbe aromatiche”.

Naomi Di Roberto

Fonte: Alida Sorrentino, Istituto di scienza dell'alimentazione, Avellino , email alida.sorrentino@isa.cnr.it -