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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 15 - 29 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - L'estate con il Covid-19  

Socio-economico

L'emergenza e le scelte balneari

Nonostante la comprovata capacità di resilienza del settore turistico, l'impatto del Coronavirus sta mettendo a dura prova il comparto e renderà difficile una rapida ripresa. La pandemia è globale e, stando alle stime attuali, coprirà un periodo molto più lungo rispetto alle precedenti crisi, più localizzate e limitate in termini di impatto sul turismo. Ma dove andranno in vacanza gli italiani quest'anno? Quali le mete balneari preferite? Un primo elemento interessante è la sopravvivenza di un forte desiderio di vacanza, alimentato dalle condizioni di isolamento e di blocco della mobilità subite.

Il supplemento al XXIII “Rapporto del turismo italiano”, pubblicato in questi giorni dall'Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr di Napoli, aiuta a capire le tendenze. “Tutte le analisi concordano nel ritenere che, sulla spinta dell'opzione sicurezza-vicinanza, vi sarà una ripresa delle vacanze di prossimità tipiche degli anni Sessanta, già a partire dal luglio in corso. Ragioni di sicurezza determineranno un relativo ritorno all'utilizzazione degli alberghi e il movimento degli stranieri sarà ridotto al minimo, salvo che per le spiagge venete e friulane, percepite come destinazioni di prossimità”, spiega Antonio Coviello del Cnr-Iriss.

Il mercato balneare italiano è sempre in forte concorrenza con le altre destinazioni mediterranee, ed è caratterizzato da una forte stagionalità e da una forte prevalenza dei residenti, salvo alcune eccezioni. Il desiderio di turismo, associato alle scarse disponibilità economiche, potrebbe determinare - come in occasione delle recenti crisi finanziarie - che i visitatori tendano a privilegiare le offerte più economiche e compatibili con i propri vincoli di budget. Per questo “le regioni del Mezzogiorno potrebbero iniziare prima delle altre il recupero: l'opinione pubblica le percepisce come meno colpite dalla pandemia e più ambientalmente coerenti sul piano sanitario e sociale”, prosegue il ricercatore. Sempre nel Sud e nelle Isole, sul piano della ricettività, il comparto alberghiero è ancora prevalente, ma con un ruolo sempre maggiore della ricettività all'aria aperta, dei campeggi e dei villaggi turistici.

D'altronde, il ruolo delle famiglie e dei piccoli gruppi è sempre stato prevalente sulle spiagge italiane, dove il contatto fisico è quasi inevitabile, mentre al mare è presente quasi ovunque una forte attività di divertimento e di relazioni sociali durante la serata e la notte. La cronaca di questi giorni, non a caso, riporta di diffusi problemi gestionali da parte degli operatori turistici e delle autorità locali. “Le misure di distanziamento sociale possono avere benefici effetti se percepite come migliore qualità dell'offerta, nel quadro di una diversa visione del sistema di offerta, considerato in una logica non più gerarchica ma collaborativa fra le categorie coinvolte. Altre tendenze importanti sono la consapevolezza del ruolo strategico dell'ambiente nella destinazione prescelta, la rivalutazione della digitalizzazione e, per quanto riguarda le istituzioni, l'attenzione alle politiche di Dms (Sistema di gestione della destinazione)”, conclude Coviello. “Già nel 2021, salvo ulteriori sviluppi ancora più negativi della pandemia, il turismo balneare estero dall'Europa tornerà a crescere e si avvicinerà rapidamente ai valori del 2019, per superarli nel 2022: nel corso di due anni l'andamento tornerà insomma normale”.

Mirna Moro

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo , email a.coviello@iriss.cnr.it -