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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 15 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Un posto dove tornare  

Socio-economico

Bruxelles, ricca di cultura e a dimensione umana

Emozione ed eccitazione, miste all'orgoglio di rappresentare il più grande Ente di ricerca italiano in un contesto internazionale. Queste le mie sensazioni quando nel 2005 la possibilità di essere assegnato all'Ufficio del Cnr a Bruxelles era diventata concreta. Ma provavo anche qualche timore: sarò all'altezza di questo nuovo impegno? Come sarà la mia vita a 1.500 km da casa? Come sarà crescere un figlio senza la rete di protezione famigliare? E i miei amici?

Bruxelles si è rivelata invece una città piuttosto facile da vivere, a dimensione d'uomo, con regole chiare e cosmopolita: è un “melting pot”' di culture, lingue, etnie che convivono in un territorio contenuto e che fanno di questa diversità il punto di forza. Dopo quindici anni è ancora piacevolmente sorprendente sentire dieci lingue diverse in 500 metri di passeggiata o sedersi a un bar per un caffè (scordiamoci il nostro servizio al banco) immersi in un coacervo di culture, nazionalità e idiomi. Le amicizie nate con i colleghi di altri Paesi, capire le loro abitudini, tentare di abbozzare una frase nella loro lingua rappresentano poi quella ricchezza in più che dona un'esperienza all'estero.

Certo, una buona dose di curiosità e di adattabilità sono stati fondamentali per affrontare al meglio le difficoltà e gli imprevisti che inevitabilmente si incontrano quando ci si immerge da “Expat” in una cultura diversa. Soprattutto all'inizio occorre immergersi negli usi, costumi e consuetudini della nuova cultura per poterli apprezzare ed evitare di essere spettatori passivi della vita del luogo e mai integrati nel nuovo modo di vivere.

Per chi vuole fare un lavoro legato alle politiche europee, Bruxelles è senz'altro unica e non esiste altro posto dove poter incontrare il presidente della Commissione Europea sulla cyclette accanto a te in palestra o il Commissario alla ricerca che sceglie la frutta al mercato e ti chiede consiglio su come cucinare i carciofi alla romana (come è capitato a me). Questa vicinanza rende tutto meno formale e tutti più accessibili, in un clima di reciproco scambio, che è il vero valore aggiunto lavorativo di questa città. Ma anche per il turista Bruxelles riserva sorprese inattese: per qualche strana ragione nell'immaginario comune è ritenuta una città grigia, noiosa, senza vita e piovosa. A parte l'aspetto climatico - sul quale noi italiani soffriamo particolarmente il confronto - ho scoperto sul campo che si tratta di luoghi comuni. Per la sua allure internazionale Bruxelles ha un programma culturale di assoluto livello in termini di mostre, concerti, esposizioni; la città rivela angoli inaspettati e la Grand Place è a ragione considerata una delle piazze più belle del mondo. Grazie alla sua dimensione contenuta si gira facilmente a piedi o in bicicletta e per gli amanti della natura bastano tre chilometri per trovarsi immersi nel bosco delle favole o ai margini di un laghetto con i cigni.

(Si ringrazia Edward Bartolucci per la collaborazione)

Luca Moretti

Fonte: Luca Moretti, Unit relazioni europee e internazionali, tel. luca.moretti@cnr.it -