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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 15 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Un posto dove tornare  

Agroalimentare

Conero, terra di miti e cucina

Dopo aver percorso tortuose curve scalando il monte Conero, più simile a una vetta dolomitica che a un viaggio verso il mare, si apre agli occhi, inaspettatamente, la bellezza della baia di Portonovo (An), sulla quale è possibile ascoltare tante storie che partono da lontano...

Cominciamo di buona leva di mattina a visitare la Chiesetta di Santa Maria di Portonovo edificata nell'anno 1000 e successivamente ricostruita nel 1400. Oggi in uso solo per incontri istituzionali. Poi è possibile andare a vedere la Torre di Guardia di Portonovo che si affaccia sul mare, unica in Italia per la vicinanza al mare. Edificata nel 1716 di proprietà della famiglia dell'ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis, oggi novantenne lucido e iperattivo. Luogo di incontri culturali, eventi, la famiglia ci onora di un “senso di vicinato” assolutamente volto alla disponibilità di portare curiosi, amici e turisti per una visita ricca di emozioni. Poi non potevamo non vedere il Fortino Napoleonico, oggi hotel di livello e una volta avamposto francese a difesa delle incursioni dal mare della marineria inglese, sempre irrequieta.

Infine, la giornata si conclude con la visita ai due laghetti naturali salmastri chiamati il Lago Profondo e il Lago del Calcagno, dove nuotano, incuranti dei passanti, dolci paperelle, germani reali e gallinelle d'acqua. La leggenda avvolge questi due laghi in alcuni misteriosi racconti; si narra che i laghi siano collegati al mare da canali sotterranei che formerebbero vortici in grado di risucchiare chiunque nuoti lì vicino. Di fatto, nessuno ha mai osato tuffarsi in questi specchi d'acqua che sono rimasti il regno incontaminato di animali e piante selvatiche. La zona dei laghetti è la più indicata per tutti gli amanti del birdwatching.

Mentre finiamo di scattare le ultime foto agli animali ci accorgiamo che la giornata volge al termine e sta già calando il sole. È questo forse il momento più bello per gustarsi la baia di Portonovo: il sole, spegnendosi dietro il monte Conero, disegna tramonti da favola, come se fosse uno scenografo abilissimo che varia sfumature di colori. Gli abitanti del posto dicono che i colori cambiano magicamente ogni sera.

Ormai siamo arrivati all'ora di cena e una incredibile fame ci assale, ci giriamo e ci accorgiamo che in uno dei lidi che danno sulla baia servono favolosi appetizer gourmet che attraggono i turisti come il miele. Tra i piatti serviti, favolose cozze, uniche in Italia. Si tratta infatti del famoso Mosciolo selvatico di Portonovo, anche noto come “mitile gallo provincialis”. In questo luogo esiste, infatti, un'unica cooperativa di pescatori che si occupa di raccogliere la cozza selvatica. L'uomo non interviene in nessun modo durante il periodo di crescita del mollusco, si attiva solo per la raccolta che avviene in immersione e solo quando il mare lo consente. Il periodo è limitato tra maggio e settembre di ogni anno. La purezza e le proprietà nutritive di questo alimento sono ancora oggi oggetto di studi da parte di numerosi centri di ricerca.

Ma non si può andare via da Portonovo se non si fa la conoscenza dello chef Simone Baleani. Ho avuto il piacere di lavorare con lui per lo studio sullo stress dei cuochi in cucina, in cui abbiamo dimostrato per la prima volta, il legame tra stress, lavoro e salute nella categoria dei cuochi italiani. Un uomo che conosce ogni centimetro della baia e tutte le sue storie, e che nasconde l'incredibile capacità di saper coniugare la bellezza del luogo con i sapori antichi di una terra ricca di storie e di passioni.

(Si ringrazia Sofia Gerace per la collaborazione)

Antonio Cerasa

Fonte: Antonio Cerasa, Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica , email antonio.cerasa@cnr.it -