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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 17 giu 2020
ISSN 2037-4801

Focus Fellini e Sordi  

Salute

Il ballo, un'attività benefica per il cervello

Costumi variopinti, un unico riflettore acceso su un palco e una coppia di ballerini affiatatissimi. Con questo mix di ingredienti, nel 1933, il film “Carioca”, diretto da Thornton Freeland e prodotto dalla Rko, segna la prima apparizione sullo schermo della coppia di ballerini Fred Astaire e Ginger Rogers o, col soprannome reso popolare dall'intrattenitore Dave Gorr, Fringer. Ma quando si parla di ballo di coppia e di coppie che continuano a ballare anche quando la giovinezza è passata non si può fare a meno di pensare a “Ginger e Fred” (1986) di Federico Fellini, in cui i due protagonisti , Amelia Bonetti (Giulietta Masina) e Pippo Botticella (Marcello Mastroianni), sono due attempati ballerini di tip tap, ormai fuori dal giro, chiamati da una tv privata che vuole riproporli in un programma in onda nella serata di Natale.

Dell'importanza del ballo per gli anziani si parla moltissimo negli ultimi tempi, e non solo come attività di intrattenimento che consente loro di stare in compagnia e divertirsi, di fare attività fisica, ma anche per i suoi effetti salutari. “Il ballo è entrato a pieno titolo nell'arsenale terapeutico dei medici di famiglia, dei neuro-psichiatri e dei geriatri”, spiega Marzia Baldereschi dell'Istituto di neuroscienze (In) del Consiglio nazionale delle ricerche. “In Inghilterra, viene prescritto addirittura sul ricettario. Per gli ultra 65enni si è rivelato più efficace della bicicletta o del tapis-roulant nel migliorare la salute cardiovascolare; inoltre aiuta nella prevenzione e cura della depressione in entrambi i sessi e indipendentemente dal tipo specifico di ballo praticato”.

Il ballo sembra anche in grado di stimolare molti processi cerebrali: orientamento spaziale, coordinazione dei movimenti, equilibrio e attenzione. “Anche altre attività fisiche hanno questi effetti, in particolare lo yoga, ma la danza richiede allo stesso tempo elevati livelli di interazione e comunicazione: è un felice connubio di stimoli psichici e cognitivi e ciò la rende un vero e proprio toccasana per la salute degli anziani”, continua la ricercatrice del Cnr-In. “Sappiamo che l'invecchiamento comporta una fisiologica riduzione del volume cerebrale delle aree prefrontale e temporale e la perdita di sostanza interessa sia la corteccia, o materia grigia, sia la materia bianca deputata alle interconnessioni cerebrali. Tuttavia, grazie a una molecola nota come Bdnf (Brain-Derived Neurotrophic Factor) in grado di indurre la creazione di nuove connessioni sinaptiche, anche il cervello di un anziano è in grado di mantenere una discreta neuroplasticità, conservando le sue capacità rigenerative. Il ballo si rivela fondamentale in questo processo, perché produce un significativo aumento dei livelli di Bdnf e, di conseguenza, del volume cerebrale, in alcuni casi accompagnato anche da un miglioramento di alcune funzioni cognitive quali memoria e attenzione”.

Una diversa attività fisica praticata con un'equivalente durata, intensità e frequenza non consente di ottienere gli stessi risultati: insomma, il ballo è particolarmente indicato per gli over 65. “Le evidenze scientifiche finora raccolte hanno promosso alcuni studi clinici che mirano a verificare l'efficacia del ballo nel prevenire e nel rallentare il decorso della demenza senile, tali studi sono tuttora in corso e aspettiamo i risultati tra circa due anni. Trattandosi di uno svago dai pochissimi rischi a livello di infortunio, sarebbe bene utilizzare più diffusamente questo farmaco sui generis”, conclude Baldereschi

Manuela Discenza

Fonte: Marzia Baldereschi, Istituto di neuroscienze , email marzia.baldereschi@in.cnr.it -