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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 17 giu 2020
ISSN 2037-4801

Focus Fellini e Sordi  

Salute

Terme, un bagno di salute

Le terme in Italia costituiscono un vero patrimonio: il nostro è il Paese europeo che conta il maggior numero di stabilimenti in Europa e quella termale è una tradizione che rimanda all'antica Roma, quando si scoprono i piacevoli benefici dei bagni, frequentati, grazie all'ambiente rilassante, anche per incontrarsi e discutere di questioni importanti. Dopo il periodo di declino delle strutture romane, nel Medioevo, questi luoghi vennero recuperati quali centri di villeggiatura e di vita mondana. Con l'inserimento delle cure termali nel sistema sanitario nazionale, poi, tornano a essere molto frequentate, rivitalizzando una tradizione che è giunta fino a noi con la creazione di importanti strutture ricettive, beauty farm e centri benessere. Se in passato, poi, le terme erano frequentate soprattutto da persone anziane, oggi attirano tutte le fasce di età.

Dal punto di vista sanitario, i trattamenti che si possono effettuare nelle strutture termali si rivelano utili per vari disturbi, compresi quelli cardiaci che affliggevano il protagonista di “8 e ½”. “Comunemente si pensa che le cure idrotermali siano inappropriate o addirittura dannose per i pazienti cardiopatici, specie se affetti da insufficienza cardiaca. Le evidenze scientifiche smentiscono invece questa ipotesi”, spiega Giorgio Iervasi, cardiologo e direttore dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa. “Ormai oltre 25 anni fa è stato dimostrato, in uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation, che la terapia idro-termale produce benefici significativi nei pazienti con insufficienza cardiaca, migliorandone la sintomatologia, riducendo l'incidenza delle aritmie, ma anche diminuendo le dimensioni del cuore e migliorando l'assetto neuroendocrino, con un abbassamento dei livelli circolanti dell'ormone cardiaco natriuretico Bnp (sostanza prodotta dai cardiomiociti in risposta allo stiramento causato dall'aumento del volume cardiaco e della pressione intraventricolare che si verificano in caso di insufficienza cardiaca) e della noradrenalina (ormone rilasciato in risposta a un severo stress fisico o psicologico)”.

Le cure idrotermali determinano inoltre miglioramenti in altre patologie vascolari, come nell'ipertensione polmonare e nelle arteriopatie periferiche, specie degli arti inferiori. “Verosimilmente, il meccanismo generale alla base della risposta positiva è innescato dalla vasodilatazione naturale, non farmacologica, indotta dalle acque termali tiepide”, prosegue il direttore del Cnr-Ifc. “Vasodilatazione che induce a sua volta un reset positivo emodinamico e neuro-ormonale sistemico, provocando un miglioramento dei sintomi, dei parametri clinici e di quelli funzionali: riduzione significativa della frequenza cardiaca, sia a riposo che sotto sforzo, ma in un miglioramento dell'umore e, quindi, della qualità della vita. Effetti positivi significativi si registrano anche nel tono e nella forza muscolare, come si è osservato anche in pazienti anziani con scompenso, sottoposti a un programma di riabilitazione che prevedeva l'impiego di esercizi fisici leggeri in acque tiepide”.

Le cure idrotermali per immersione costituiscono insomma un sostegno terapeutico alle cure farmacologiche in molte patologie. “Si rivelano efficaci ad esempio”, conclude Iervasi, “nelle malattie cutanee, quali eczema, psoriasi, dermatiti e acne. Ma anche nelle patologie osteo-muscolo-articolari, come l'osteoartrite, specie del ginocchio, e la fibromialgia, nella riabilitazione motoria post-traumatica e nel ripristino dell'elasticità e del tono muscolare degli sportivi”.

Rita Bugliosi

Fonte: Giorgio Iervasi , Istituto di fisiologia clinica, Pisa, email iervasi@ifc.cnr.it