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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 3 giu 2020
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Spazio a Mistral, il minisatellite che manda tweet

Consente di andare in orbita per effettuare test in microgravità in tempi brevi e a costi ridotti il progetto spaziale “Mini-satellite con capacità di rientro avio-lanciabile” (Mistral), finanziato dalla Regione Campania e promosso dal Distretto aerospaziale della Campania (Dac). Il programma, sviluppato da Telespazio, tra i principali operatori mondiali nel campo dei servizi spaziali, prevede lo sviluppo di un sistema di rientro atmosferico “intelligente” per una capsula destinata al recupero del payload (carico utile)e dei campioni sperimentali.

Mistral utilizza nuove leghe ultraleggere, materiali e tecnologie green e integra anche sistemi di health monitoring, la cui apertura è modulabile per un controllo attivo della traiettoria di rientro. Inoltre, il sistema di gestione della micro-piattaforma, denominato Space Twitter, permette al mini-satellite in orbita di comunicare il proprio stato operativo a piccole stazioni terrestri dedicate attraverso l'invio di tweet. Il progetto rappresenta un'unicità a livello mondiale, in quanto il sistema di rientro equipaggia una capsula, del peso di circa 15 kg, che in una fase specifica dell'orbita si sgancia automaticamente dal bus, permettendo così il recupero del carico utile”, spiega Raimondo Fortezza, project manager di Telespazio. “È un sistema smart, perché ha una capacità di rientro totalmente autonoma, potendo calcolare direttamente la traiettoria con i suoi sistemi di bordo”.

Oltre a poter essere utilizzato per diverse missioni di istituzioni pubbliche e di privati, Mistral è flessibile e di rapido impiego. “Attraverso questo progetto di sviluppo tecnologico riusciremo a dimostrare quello che sulla carta abbiamo già analizzato, per esempio che la capsula con il sistema dispiegabile a ombrello ad apertura modulabile decide autonomamente il grado di apertura e chiusura, per percorrere la traiettoria che la capsula stessa ha definito”, sostiene Gennaro Russo del Dac. “Le implicazioni e le possibili ricadute commerciali sono importanti: una tale tecnologia può essere impiegata anche in ottica clean space, per ridurre cioè i detriti, supportando il rientro di sistemi spaziali a fine vita”.

All'iniziativa hanno partecipato realtà industriali e universitarie del territorio campano tra cui Cira, Cnr, le Università di Napoli Federico II e Parthenope, Tsd Space, Sab Aerospace, Powerflex, Enea.