Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 11 - 3 giu 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Wellness e fitness  

Socio-economico

Fitness e business: l'Italia nella top 10

La ricerca del benessere, incluse le pratiche che cercano di ritardare gli effetti dell'invecchiamento è una delle tendenze più evidenti degli anni duemila, sia dal punto di vista della salute, che da quello economico. Un vero business, le cui stime sono quantificate per il settore in oltre 1.000 miliardi di dollari a livello mondiale. L'ultimo report del “The Global Wellness Institute” riferisce di un fatturato di 828 miliardi di dollari a livello globale, un deciso passo in avanti rispetto ai 595 miliardi della precedente rilevazione. Il calcolo include non è soltanto il giro d'affari generato da attività sportive e ricreative, ma anche quelli di tutti i mercati correlati: dall'abbigliamento al tech, passando per calzature ed equipaggiamento tecnico.

“L'Italia si piazza all'ottavo posto nella graduatoria dei mercati dove si sviluppa la quota maggiore di business legato alle attività wellness, con 19,3 miliardi di dollari”, spiega l'economista Antonio Coviello, dell'Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr di Napoli. Cifre molto lontane da quelle registrate da quelle degli Stati Uniti con 264,6 miliardi e della Cina con 109,3, in cima alla classifica, ma che pone comunque l'Italia davanti a Paesi come Canada (18,1 miliardi di dollari) e Australia (16,7 miliardi di dollari).

Le attività ricreative e sportive generano i due terzi del mercato collegato al benessere psicofisico, per complessivi 230 miliardi di dollari. Benché il 35% della quota di popolazione mondiale svolga regolarmente attività fisiche e ricreative, il 90% della spesa legata a questo ambito si sviluppa tra Nord America, Asia ed Europa. La media annua di ogni consumatore è 306 dollari, di cui 136 destinati alle attività e 172 destinati a equipaggiamenti e tecnologie. Dati che variano a seconda del contesto, dai 1.345 dollari spesi ogni anno da un nordamericano ai 528 della media europea.

Il business del wellness puntano anche sugli stabilimenti termali e sui centri benessere, un'offerta di impronta “sanitaria” con prospettive di crescita in cui l'Italia rappresenta un'eccellenza. “Il nostro turismo wellness propone pacchetti di offerta molto flessibili e self-made. Inoltre, è crescente il numero degli esercizi ricettivi a quattro e cinque stelle che si sono attrezzati con centri benessere e strutture similari”, precisa l'economista del Cnr-Iriss, Istituto che coordina la stesura dell'annuale “Rapporto sul turismo italiano”. Il turismo wellness risponde a una richiesta di benessere del corpo e dello spirito che sta tra salute, natura, territorio e cibo, dieta mediterranea in primis, imponendosi come una voce importante nel comparto dell'ospitalità: a livello globale il 14% della spesa con un valore di 494 miliardi di dollari.

C'è poi la pratica della meditazione, il cui mercato si concentra nei Paesi con maggiore disponibilità economica. Il solo yoga, con 165 milioni di praticanti, genera un business di 16,9 miliardi di dollari, Tai Chi e il Qigong coinvolgono 94,7 milioni di persone e un fatturato di 5,4 miliardi di dollari, pilates e altre discipline contano 28,9 milioni di utenti e 6,7 miliardi di dollari di giro d'affari. “Con l'esperienza vissuta a livello mondiale della pandemia, si prevede uno sviluppo deciso dell'attività collegata al benessere della mente, con previsioni di mercato dell'ordine dei 52 miliardi di dollari”, conclude Coviello. La stessa pandemia, però, sta per ora imponendo – con normative molto diverse da nazione a nazione – alle varie strutture del wellness e del fitness limitazioni stringenti".

Mirna Moro

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo, tel. 081/2470942 , email a.coviello@iriss.cnr.it -