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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 6 apr 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca a cura di Marina Landolfi

Da Attali all'atelier
Appuntamenti

Da Attali all'atelier

Mostre   dal: 29/05/2016 al: 29/05/2016

La mostra: '2050. Breve storia del futuro', prende il nome dall'omonimo libro di Jacques Attali, pubblicato nel 2006 e rieditato e aggiornato nel 2016, nel quale l'autore ipotizza il futuro del mondo e della società. Precedentemente presentata ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, a Bruxelles, la collettiva percorre le tematiche illustrate nel saggio di Attali in otto stazioni e attraverso circa 50 opere di artisti contemporanei internazionali. Dipinti, sculture, foto, video e installazioni rivelano il modo in cui gli artisti contemporanei osservano il presente per condurre una riflessione sul futuro. Conflitti globali, mutazioni genetiche, diseguaglianze sociali ed economiche, sfruttamento delle risorse naturali compongono il panorama prefigurato per i prossimi decenni.

La mostra, che rimarrà allestita fino al 29 maggio a Milano, presso Palazzo Reale, è in collaborazione con i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles. Divisa in otto sezioni, è articolata intorno a diversi nuclei liberamente ispirati agli interrogativi sviluppati nel saggio di Attali. Dagli anni Ottanta a Los Angeles (evocata nei lavori di Chris Burden, Edward Burtynsky, Edward Ruscha, Tracey Snelling…), la città natale del microprocessore che ha ispirato le sperimentazioni con il computer di Charles Csuri e Masao Kohmura, al declino dell'Impero americano, identificato con gli attentati dell'11 settembre 2001 nelle immagini di Wolfgang Staehle e Hiroshi Sugimoto. Jacques Attali descrive l'avvento di un “iperimpero” nel quale le diseguaglianze economiche diventano la norma, testimoniato nelle opere in mostra di Andres Serrano o Gavin Turk. L'iperimpero, nel quale anche il tempo diventa merce (con le opere di Gustavo Romano e Roman Opalka) e dove il corpo umano si trasforma per incontrare la macchina (i lavori di Stelarc e Hans Op de Beeck), si deve confrontare con molteplici calamità: sovraconsumo (John Isaacs), sovrapopolazione (Michael Wolf, Yang Yongliang) e sovrasfruttamento delle risorse naturali e inquinamento (Olga Kisseleva, Robert Mundt). Quando le tensioni nate da tali squilibri diventano insostenibili, sempre secondo Attali, sopraggiunge l'“iperconflitto” agevolato da un crescente accesso alle armi di distruzione di massa (Gregory Green) e sostenuto da ideologie religiose distorte (Al Farrow). A fianco di questa visione catastrofica, l'esposizione propone anche opere che fanno eco alla “iperdemocrazia” evocata dai lavori di Bodys Isek Kingelez e Mark Titchner. 

Informazioni:

Che cosa: mostra ‘2050. Breve storia del futuro’

Quando: fino al 29 maggio 2016

Dove: Palazzo Reale, piazza del Duomo 12, Milano

Info: www.palazzorealemilano.it/