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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Ambiente
Del ghiacciaio della Marmolada non resterà più traccia

Rai2-Tg2 Dossier Dal 2000 a oggi i ghiacciai trentini hanno perso in media venticinque metri di spessore, il ghiacciaio della Marmolada si è ridotto in dieci anni del trenta per cento e tra non molto potrebbe scomparire. A rivelarlo, uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Istituto di scienze marine (Ismar) del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Genova e Trieste, dell'Università gallese di Aberystwyth e dall'Arpa Veneto, che ha messo a confronto due rilievi geofisici sul ghiacciaio effettuati nel 2004 e nel 2015.

Il ghiacciaio, un tempo massa glaciale unica, è ora frammentato e suddiviso in varie unità, dove in diversi punti affiorano masse rocciose sottostanti. Il terreno della Marmolada è irregolare e costituito da dossi e rilievi, se il ghiaccio fonde gradualmente, le aree in rilievo affiorano, diventando fonti di calore interne al ghiacciaio stesso. Questo aspetto, unito al cambio di albedo (la neve e il ghiaccio sono bianchi e riflettono molta radiazione solare, mentre la roccia, più scura, ne riflette di meno) sta accelerandone la già forte e rapida fusione della Marmolada. La ricerca ha inoltre evidenziato che, se il tasso di riduzione continuerà come nel decennio analizzato, nel giro dei prossimi 25-30 anni il ghiacciaio sarà praticamente scomparso, lasciando il posto solo a piccole placche di ghiaccio e nevato, alimentate dalle valanghe e protette dall'ombra delle pareti rocciose più elevate, non più dotate di crepacci e di movimento.

Altri video Ambiente

Gli incendi e l’Artico
“Pillole social” è un progetto divulgativo per  presentare le attività dei ricercatori italiani impegnati nello studio dell'aerosol atmosferico nella regione artica, antartica e nelle stazioni remote d'alta quota. Brevi video, realizzati in collaborazione con l'Istituto di scienze polari del Cnr, illustrano l'importanza dello studio di questa matrice ambientale e spiegano al pubblico perché venga esaminata proprio in queste aree remote

Cacciatori di microplastiche
A Portofino, scienziati e cittadini, a bordo di kayaks, effettuano  la raccolta della plastica in mare con speciali retini. È “Micro Plastic Hunters”, un progetto che coinvolge varie strutture - da Mrevivo  a Lega navale  italiana– ed è coordinato dall'Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino  del Cnr

Il Cnr aggiorna la voce “acqua” della Treccani
Il Consiglio nazionale delle ricerche promuove e realizza numerosi studi sulle risorse idriche del Pianeta e, per le sue ampie competenze sulla materia, è stato incaricato di aggiornare la voce “acqua” dall'Enciclopedia italiana Treccani-X appendice-Parole del XXI secolo. A curare questo approfondimento è stato Vito Uricchio dell'Istituto di ricerca sulle acque del Cnr

BlueMed: la sfida per l’economia blu
Si è  concluso il progetto europeo coordinato dal Cnr BlueMed, che ha coinvolto i ventidue Stati che si affacciano sul Mediterraneo con lo scopo di definire le priorità per la salvaguardia e l'economia sostenibile del bacino

Nuova politica ambientale Usa
Antonello Pasini, fisico del clima dell'Istituto di inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche, considera le conseguenze che la politica ambientale annunciata dal neoeletto presidente americano Joe Biden avrà sul riscaldamento globale

I droni per il controllo ambientale
Nel corso di una puntata di “Riambientiamoci”, trasmissione dedicata alle ricerche che gli Istituti Cnr conducono in tema di ambiente e sostenibilità, Silvia Merlino del Cnr-Ismar e Marco Paterni del Cnr-Ifc presentano i risultati di alcuni progetti relativi all'impatto antropico sull'ecosistema marino. In particolare, lo studio dell'accumulo della marine litter e dei fenomeni di degradazione delle plastiche in ambiente marino

Frane in Italia, come evitare i danni
Gli ultimi eventi franosi, provocati dalle abbondanti piogge, ci ricordano la fragilità e la vulnerabilità del territorio italiano. Per mitigarne i danni, sono fondamentali le cosiddette “carte inventario delle frane” che mostrano, oltre ai fattori geologici, anche la loro localizzazione ed estensione, informazioni utili per la pianificazione territoriale, come spiega Michele Santangelo del Cnr-Irpi

Il nostro mare
Nel corso della trasmissione “Newton” di Rai Scuola, Fabio Trincardi, direttore del Dipartimento di scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr, parla dell'inquinamento del Mediterraneo, dei pericoli sommersi, dello sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e delle specie invasive giunte da altri mari, anche alla luce del cambiamento climatico

Fano Marine Center
Il centro di ricerca, con sede nel comune di Fano (PU), vuole essere un punto di riferimento per l'ecologia e la biologia marina. Tra i partner della struttura, l'Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Cnr di Ancona, che ha già partecipato a progetti congiunti con gli altri partner , tra i quali studi sull'accumulo di sostanze inquinanti negli organismi marini e sul microbioma marino

Un isolamento polare
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