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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Tecnologia
Le altre intelligenze

L'uomo non è il solo essere pensante. Dalle piante ai robot, esistono varie forme di intelligenza capaci di pensare, calcolare, creare azioni meccaniche o idee astratte, a volte anche meglio degli esseri umani. Tuttavia solo “l'intelligenza umana ha la duttilità per essere usata in più contesti molto rapidamente. Mentre gli algoritmi dell'Intelligenza artificiale, al momento, svolgono singoli compiti ben precisi”, spiega Amedeo Cesta del Cnr-Istc. In futuro, secondo l'esperto, si andrà sempre di più verso una collaborazione tra le diverse forme di intelligenza. Ne è un esempio il cosiddetto 'robot sociale', presentato da Filippo Cantucci del Cnr–Istc: “Si tratta di un robot pensato per interagire con persone di età avanzata, soprattutto quelle che soffrono di solitudine, proponendo una serie di esercizi che mantengono attive alcune capacità cognitive, per esempio la memoria”.

Il vero problema riguarda lo spazio di decisione che si vuole lasciare alle macchine. Stabilire chi debba scegliere certe azioni (per esempio l'atterraggio di un aeroplano, la frenata di un veicolo, ma soprattutto chi salvare in caso di pericolo) ha implicazioni etiche di non poco conto. Le macchine imparano a scegliere imitando l'interazione tipica dei bambini durante le prime fasi di apprendimento. “A differenza che nella robotica classica, vogliamo che il robot sia completamente autonomo nello scegliere il 'cosa' fare e il 'come'. Ogni volta che riesce a modificare l'ambiente, è incuriosito e cerca di riprodurre ancora quegli stessi effetti per capire cosa è avvenuto”, sottolinea Vieri Giuliano Santucci del Cnr-Istc.

Tutto questo non ci permette di affermare che i robot possano provare sentimenti, che invece appartengono a una sfera ben più complessa della mente umana. Una mente abituata a pensare che oltre agli oggetti su cui poggia lo sguardo, focalizzando l'attenzione, ci può essere dell'altro. Si tratta di quel senso del mistero che ancora nessuna macchina, pur in grado di compiere calcoli sofisticati, è stata in grado di percepire. Il discrimine sembra proprio questo: l'uomo è nato per pore gli enigmi, la macchina per risolverli.

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