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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Ambiente
Scoperte le origini dei 'coralli' di Venezia

Nei fondali italiani del Mar Adriatico settentrionale, in particolare nel Golfo di Venezia, sorgono formazioni rocciose sommerse che costituiscono un'anomalia geologica rispetto al fondale limoso e sabbioso su cui poggiano. Sono chiamate dai pescatori locali 'tegnùe', che in dialetto veneto significa 'trattenute', perché vi si impigliano le reti. Alte anche quattro metri, sono bio-costruzioni formate da organismi viventi come alghe e spugne dette coralligene perchè assumono un aspetto simile alle barriere coralline.

Uno studio multidisciplinare, coordinato dall'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche e pubblicato su 'Scientific Reports' ne svela l'origine. Nel corso della ricerca, che ha impegnato geologi, oceanografi, geofisici, biologi di diverse istituzioni, sono state condotte oltre 200 immersioni scientifiche per osservazioni dirette, rilevamenti geomorfologici e idrologici e per prelevare numerosi campioni. Uno di questi, un lastrone di sabbia cementata con inglobati alcuni gusci di molluschi, ha permesso come una sorta di stele di Rosetta di determinare l'età e le caratteristiche del paleo-ambiente al momento della sua cementazione.

Le analisi radiometriche al carbonio sulle conchiglie hanno datato a circa 9.000 anni fa l'arrivo del mare in quest'area e a 7.000 anni fa la cementazione del lastrone, sul quale i primi organismi bio-costruttori hanno attecchito. Altre analisi di laboratorio hanno evidenziato che le tegnùe si sono sviluppate lungo strutture morfologiche allungate e sinuose, attribuite ad antichi canali fluviali presenti nella pianura durante l'ultimo periodo glaciale, circa 20.000 anni fa.

La presenza di costruzioni coralligene sviluppate sopra i resti di antichi canali fluviali cementati non era mai stata osservata prima nel Mediterraneo.

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