Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

Archivio dei video

Ambiente
Clima: abeti al caldo per saperne di più

Clima: abeti al caldo per saperne di più (RM file)

Non è a tutt'oggi ancora chiaro quali siano le conseguenze sugli ecosistemi forestali dei cambiamenti climatici: aumento della temperatura ma anche maggiore frequenza di eventi estremi come siccità prolungate, calure eccezionali, violente precipitazioni.

Tra gli studi scientifici volti ad approfondire queste problematiche, si inserisce una ricerca dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze che, nell'ambito del progetto 'Sofie 2', ha messo a punto un sistema sperimentale di controllo della temperatura sui fusti di abete rosso, allo scopo di studiare gli effetti climatici sulla produttività forestale.

"L'apparato sperimentale prevede l'applicazione di guarnizioni con cavi riscaldanti lungo una porzione di 60 cm della circonferenza del fusto e di sensori di temperatura", spiega Alessio Giovannelli dell'Ivalsa-Cnr. "Questo sistema misura, simultaneamente e ogni 10 secondi, la temperatura sia dell'aria sia della zona riscaldata del fusto, mantenuta da 3 a 5°C al di sopra della temperatura ambiente".

Al sistema sono collegati due micro-dendrometri in grado di rilevare l'accrescimento della porzione del fusto riscaldata e di quella di controllo. "I dendrometri generalmente permettono misure con una risoluzione di decimi di millimetro", chiarisce Giovanni Emiliani, ricercatore del progetto Sofie 2. "Quelli messi a punto per l'esperimento sono capaci di registrare variazioni diametrali di 4 millesimi di millimetro, permettendoci così di seguire la crescita del fusto in continuo". L'impianto è poi corredato da sensori per il rilievo dei parametri di temperatura e umidità del terreno e da una stazione di registrazione dei dati climatici. "A differenza di altri sistemi, quello da noi progettato, mantenendo una differenza costante fra temperatura del fusto ed esterna, tiene conto delle variazioni termiche dell'ambiente e permetterà in seguito di sviluppare modelli previsionali  della produttività legnosa in un'ottica di riscaldamento globale".

Con la collaborazione dell'Istituto di biometeorologia del Cnr e della fondazione Edmund Mach di S. Michele all'Adige, i ricercatori hanno 'incartato' e riscaldato 8 esemplari di abete rosso cresciuti in vaso. Per il prossimo anno è previsto che tutto l'impianto venga trasferito nei boschi del Trentino, con l'obiettivo di fornire indicazioni in termini di biomassa legnosa. "L'innalzamento 'forzato' della temperatura potrebbe anticipare la ripresa vegetativa degli alberi con effetti ancora da esplorare sulla fenologia del cambio, ossia sui processi di formazione del legno", conclude Giovannelli. "In precedenti studi abbiamo infatti verificato che variazioni del normale trend stagionale di temperatura e precipitazioni possono indurre alterazioni nelle caratteristiche delle cellule legnose prodotte, modificando alcune proprietà fisiche e meccaniche del legno quali densità ed elasticità".

Anna Capasso

Fonte: Alessio Giovannelli, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Sesto Fiorentino, email giovannelli@ivalsa.cnr.it

Altri video Ambiente

Un isolamento polare
Marco Casula, tecnico del Cnr-Isp, è in questi giorni in Artico, nella base Dirigibile Italia del Cnr a Ny-Alesund: l'unico luogo della Terra che assieme all'Antartide non è stato raggiunto dal Covid-19. La data del suo ritorno in Italia verrà decisa proprio in base all'andamento della pandemia

Una nuova tecnologia del Cnr-Irsa per depurare le acque
Il sistema, in corso di sperimentazione presso il depuratore di Putignano (Ba), si basa sul trattamento biologico di reflui con biomassa adesa ed è grado di ridurre fino all'80% la quantità di fango che si forma nella depurazione delle acque di scarico effettuata con le tecnologie tradizionali

L’Onu dichiara il decennio delle scienze oceaniche
Nel corso del primo workshop europeo preparatorio all'appuntamento, Rosalia Santoleri, direttore dell'Istituto di scienze marine del Cnr, ha sottolineato le opportunità offerte dall'iniziativa, che consentirà ai governi di attuare azioni efficaci per rendere il Mediterraneo più sano e sicuro

Del ghiacciaio della Marmolada non resterà più traccia
A suggerirlo è uno studio, al quale ha partecipato anche il Cnr-Ismar, che ha confrontato i dati di due rilievi geofisici effettuati sul ghiacciaio nel 2004 e nel 2015 e dal quale emerge come quella che prima era massa glaciale unica mostri ora in molti punti le masse rocciose sottostanti

Rist 2: cambiamenti climatici in alta quota
Li studia una ricerca coordinata dal Cnr-Irpi di Torino evidenziando l'interazione tra Climate change e dinamiche geomorfologiche in ambiente glaciale e periglaciale

Cnr-Scitec: nuovo polo chimico per sfide globali
La struttura, nata a Milano dalla fusione di tre istituti dell'Ente, mira a valorizzare settori strategici, quali energia e alimentazione, in un'ottica di sostenibilità

Temperatura e biodiversità marine. Un modello previsionale
La tecnica, messa a punto dai ricercatori del Cnr-Ismar, consente di comprendere come le specie marine si adattano al cambiamento delle temperature

Artico: Bussetti visita la stazione di ricerca del Cnr
Ad accompagnare il ministro, il presidente dell'Ente Massimo Inguscio, che ha sottolineato l'importanza della ricerca polare italiana, strategica per lo studio del riscaldamento globale

Bluemed, il libro bianco del Mediterraneo
Il volume è stato presentato a Roma, presso la sede del Cnr, alla presenza tra gli altri del presidente e del direttore del Dipartimento terra e ambiente

Cnr protagonista all’Isola della sostenibilità
La manifestazione mira a informare i giovani sui temi dello sviluppo sostenibile attraverso laboratori, talk, spettacoli