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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Ambiente
Sole nero dall'Artico

L’eclisse di sole del 20 marzo, è stata visibile in forma parziale dall'Italia. Il fenomeno è stato totale nell'Atlantico settentrionale, nelle Isole Far Oer e nelle Svalbard. Queste ultime, situate a metà strada fra Norvegia e Polo Nord, ospitano a Ny-Alesund la stazione del Cnr 'Dirigibile Italia' dove viene condotto un ampio set di ricerche multidisciplinari.

"L'eclissi solare produce un calo veloce della radiazione solare e, di conseguenza, dell'energia disponibile soprattutto negli alti strati atmosferici per i processi chimici e dinamici", spiega Vito Vitale dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr. "La variazione è differente da quella del giorno e della notte: la radiazione solare non scompare del tutto ma resta in parte sia nella sua componente diffusa, sia in quella diretta (se l'eclissi non è totale). L'eclissi quindi offre l’opportunità di osservare, con un livello di dettaglio unico, aspetti peculiari e importanti dei processi di interazione della radiazione con l'atmosfera (radiative transfer), dei processi fotochimici che influenzano l'ozono in stratosfera e dei processi dinamici che legano la stratosfera con la troposfera".

Lo studio di tali proprietà può consentire di mettere in evidenza la natura caotica dei processi che determinano la distribuzione dell'ozono in stratosfera. "Le misure come quelle portate avanti durante le eclissi ad alta risoluzione temporale effettuate dal 2007 con continuità presso le stazioni di Ny Alesund e di Concordia, in Antartide, permettono di capire come l’atmosfera reagisce a una rapida e relativamente corta (1-2 ore) variazione nel flusso della radiazione solare", chiarisce il ricercatore. "In questo modo è possibile determinare la 'resistenza' dell'atmosfera ai cambiamenti".

Un aspetto nuovo e interessante riguarda la valutazione delle possibili ricadute sulla produzione energetica delle eclissi, da parte dei gestori delle reti. "In conseguenza del ruolo sempre maggiore svolto dai sistemi fotovoltaici nella fornitura di energia alla rete nazionale, su sollecitazione del gestore Terna, all’Isac-Cnr è stato sviluppato un algoritmo che permette di calcolare il calo di radiazione solare alla superficie in presenza di una eclissi totale o parziale”, prosegue Vitale. “Le informazioni relative al 20 marzo sono state fornite a 'Terna'".

La prossima eclissi sarà visibile in Europa il 12 agosto 2026 e alle Svalbard solo fra 3-400 anni. Il fenomeno alle latitudini artiche è stato ripreso dai colleghi Fabio Palmieri e Vittorio Tulli presso la base del Cnr e diffuso sui siti istituzionali con oltre 10 mila contatti, grande successo mediatico e la trasmissione in Aula Convegni della sede centrale. Una troupe di RaiNews, ospite in base, ha effettuato una diretta che ha consentito a molte altre persone di ammirare in tempo reale l'emozionante spettacolo del 'Sole nero'.

Emanuele Guerrini

Fonte: Vito Vitale, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima, Bologna, tel. 051/6399595, email v.vitale@isac.cnr.it

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