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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Cultura
Il patrimonio ortodosso in Kosovo sintesi della civiltà europea

Molti dei maggiori studiosi di arte bizantina, università italiane quali quella di Trieste e la Sapienza di Roma, con il patrocinio dell'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Cnr, hanno dato vita a una 'due giorni' di studio e confronto nelle enclave serbe nel Kosovo albanese.

In questa terra martoriata da una guerra sanguinosa e segnata da rivalità e divisioni profonde, l'associazione 'Amici di Decani' ha evidenziato le 'Radici dell'incontro' e 'La semina della tolleranza', con due sessioni svoltesi nel monastero ortodosso di Visoki Decani e in un luogo simbolo della tragedia balcanica come la città di Prizren, oggetto di una devastazione della quale restano ancora ben visibili i segni.

Il monastero di Decani, patrimonio dell'Unesco, con il vicino patriarcato di Pec una delle massime testimonianze dell'arte bizantina: "Il ponte naturale tra l'Oriente e l'Occidente, il fondamento per una reale coscienza europea" lo ha definito Massimo Cacciari.

Questi luoghi vivono, però, una pesante discriminazione da parte della maggioranza albanese musulmana e, talvolta, sono oggetto di attacchi espliciti. Soprattutto per questo l'associazione degli Amici di Decani ha voluto ospitare questi lavori

Sono intervenuti tra gli altri l'antropologa e fotografa polacca Monika Bulaj, con una relazione su 'Il dialogo tra i monoteismi cale unico strumento dell'arricchimento culturale', e il restauratore Carlo Giantomassi, molto attivo nella zona con la moglie Donatella Zari su monumenti sia bizantini sia islamici.

Il valore delle testimonianze ortodosse è stato sottolineato dallo storico dell'arte Valentino Pace dell'Università di Udine, direttore scientifico del convegno: "Questa area è la Toscana dei Balcani e gli intellettuali italiani e occidentali devono smettere di valutarla con il sussiego e il senso egemonico che li caratterizza, solo perché qui non hanno operato i grandi nomi dell'arte medievale come Giotto o Simone Martini".

Anche l'archimandrita e abate di Visoki Decani, Sava, ha evidenziato come "la stessa struttura architettonica della chiesa del monastero simboleggi la sintesi tra Oriente e Occidente che si compie qui, con i suoi esterni romanici e gli affreschi bizantini. Un punto sulla situazione politica è stato infine tracciato dall'ambasciatore italiano a Pristina Michael Giffoni. Il monastero di Decani e il vicino patriarcato di Pece vivono sotto il controllo 'a vista' dei militari italiani della K-for (Kosovo force): il patriarcato dovrebbe però passare a breve sotto la protezione esclusiva della polizia kosovara, mentre Decani resterebbe affidata ai nostri militari: i religiosi e i fedeli ortodossi temono di rimanere esposti a minacce di vario genere.

U. S.

Fonte: Marco Ferrazzoli, Ufficio stampa del Cnr, Roma, tel. 06/49933383, email marco.ferrazzoli@cnr.it

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