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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Cultura
L'Egitto nelle strade di Roma

L'Egitto nelle strade di Roma (RM file)

Oltre la morte la vita: dall'Egitto alle civiltà mediterranee

L'approssimarsi della Pasqua, con i suoi riti primaverili di passaggio e di salvezza, ripropone le vicende dell'Esodo ebraico, che hanno come sfondo la terra dei faraoni. Il racconto della Bibbia ha una forte base storica, nonostante i miracolosi interventi divini: le piaghe, l'aprirsi del Mar Rosso a Mosè, la manna.
Nei monumenti e nei papiri dell'antico Egitto, tuttavia, di Israele non si trova menzione. Solo una stele di Merenptah, figlio di Ramesse II ne cita il nome, tra i nemici abbattuti dal faraone. La storia biblica di Giuseppe, che narra come gli Ebrei si stabilirono in Egitto al servizio del faraone, rientra però in un quadro storico verosimile: anche il fatto che i fratelli di Giuseppe vi si recassero ad acquistare grano ricalca abitudini conosciute. Le due culture si sono mescolate vicendevolmente per millenni, così come quelle di tutte i popoli affacciati sul mar Mediterraneo. Tra Egitto e Palestina, esisteva un flusso ininterrotto di umanità, idee, oggetti, usi, tecnologie.
Il rapporto tra l'Egitto, il Vicino Oriente e il Mediterraneo rientra nel programma di ricerca della commessa ‘Mediterraneo fenicio' dell'Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr di Montelibretti.
"Nel corso del I millennio a.C., le navi dei Fenici e dei Greci, assieme alle merci, irradiarono nel Mediterraneo oggetti e idee dell'Egitto connesse con il rinnovarsi della fecondità e con la rigenerazione della vita", spiega Giuseppina Capriotti Vittozzi, egittologa dell'Iscima-Cnr. "Ad esempio, le figurine di Bes (nella foto in alto), trovate in tombe femminili dell'Italia preromana: immaginette di una divinità egizia in forma di nano dalle caratteristiche animali, preposta alla protezione della donna e dell'infanzia, all'eros e al parto, e dunque alla rigenerazione. Oppure le cosiddette ‘fiaschette del nuovo anno' (foto in basso) ritrovate in tombe etrusche di Cerveteri e Vulci che in Egitto si usavano per raccogliere la prodigiosa acqua della piena del Nilo, dunque per conservare l'elemento più strettamente connesso con la rigenerazione della natura".
L'Egitto fu quindi uno dei centri di emanazione di culti e pratiche religiose che legavano la morte a una promessa di rinascita e rigenerazione.
Per meglio approfondire gli aspetti storico-religiosi dei rapporti tra le civiltà del Mediterraneo, l'Iscima-Cnr ha recentemente partecipato alla nascita del Centro Archeologico Italiano presso l'Istituto italiano di cultura al Cairo, che il ministero per gli Affari esteri ha promosso in occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Egitto.
"Il Centro, coordinato dalla dottoressa Rosanna Pirelli dell'Istituto orientale di Napoli", conclude Capriotti Vittozzi, "sarà un punto di riferimento per gli studiosi italiani in Egitto e affiancherà le altre istituzioni straniere al Cairo nel promuovere occasioni di studio e dibattito scientifico. L'Istituto del Cnr ha contribuito con un ingente fondo librario, costituito da un notevole numero di volumi specialistici, destinati ad arricchire la biblioteca disciplinare del Centro". Claudio Barchesi

Barchesi Claudio

Fonte: Giuseppina Capriotti, Istituto di studi sul Mediterraneo antico - Montelibretti (Rm), tel. 06/90672284, email giuseppina.capriotti@cnr.it

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