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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Socio-economico
Parisi? Un Nobel al disordine

"Il premio Nobel a Giorgio Parisi è una grandissima notizia per la fisica italiana e per tutto il mondo scientifico". È il commento a caldo di Andrea Cavagna, ricercatore dell'Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Cnr e collaboratore di Giorgio Parisi. "Giorgio è stato uno dei primi e sicuramente il più profondo studioso dei sistemi disordinati, sistemi in cui è fondamentale il concetto di frustrazione, cioè tutti quei sistemi in cui non è possibile soddisfare allo stesso momento tutte le relazioni fra le costituenti del sistema, sia che siano particelle elementari, spin oppure anche sistemi sociali; infatti una delle cose fondamentali della ricerca di Parisi è che ha avuto delle applicazioni molto vaste, molto più vaste dei sistemi iniziali che lui ha studiato".

"Ho lavorato con Giorgio i primi anni della mia carriera, durante il dottorato e poi subito dopo, ed è stata un'esperienza decisamente formativa", prosegue il ricercatore del Cnr-Isc. "Riprendendo il concetto di frustrazione, devo dire che, a volte, poteva essere un po' frustrante lavorare con lui che è una persona così incredibilmente intelligente; ciò nonostante si impara comunque moltissimo, soprattutto, secondo me, lavorando con uno come Parisi quando si è giovani, si capisce il valore fondamentale della creatività e della fantasia".

"Giorgio è una persona estremamente creativa e che ti fa capire che la creatività è importante e che bisogna cercare di svilupparla anche all'interno del proprio lavoro. È anche una persona molto divertente, per certi versi un po' pazza, ma è soprattutto scienziato di incredibile potenza e creatività", conclude Cavagna.

Claudio Conti, direttore dell'Istituto sistemi complessi del Cnr e collaboratore di lungo corso di Parisi, ricorda alcuni esperimenti compiuti presso il Dipartimento di fisica: “Abbiamo dimostrato che si può osservare direttamente il parametro detto 'Overlap di Parisi', ovvero, mentre l'acqua bolle sempre a 100°, un sistema complesso può comportarsi in maniera più ricca”. Si tratta di esperimenti in cui è stata riportata la prima evidenza dei fenomeni di rottura di simmetria delle repliche, “che non aveva alcuna verifica sperimentale diretta in precedenza”, sottolinea Conti.

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