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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Ambiente
BlueMed: la sfida per l’economia blu

Il progetto BlueMed, coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche, definisce le priorità per l'economia blu sostenibile. Tra le principali sfide affrontate, al centro dell'Agenda strategica discussa tra tutti i 22 Stati che si affacciano sul Mediterraneo, ci sono inquinamento, pesca sostenibile, riscaldamento globale ed erosione delle coste. Nove i Paesi europei partecipanti (oltre all'Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Libano, Grecia, Croazia, Slovenia), 11 partner, col coinvolgendo di tutti e 22 i Paesi del Mediterraneo appartenenti a tre Continenti diversi. “Ogni Paese ha una percezione diversa di quali siano i problemi più importanti, a causa della diversa natura del proprio territorio, di una diversa incidenza su di esso degli impatti antropici storici e, infine, a causa delle diverse culture”, spiega Fabio Trincardi, direttore del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dsstta) del Cnr e coordinatore del progetto.

Sono tredici le priorità comuni individuate, da realizzare seguendo un preciso piano di implementazione. Tra queste, in primo piano la “spazzatura marina”. “Il Mar Mediterraneo rappresenta l'1% della superficie oceanica globale ma accumula il 7% del totale di microplastiche presenti nell'ambiente marino, tanto da essere considerata una vera 'trappola di plastica'”, dice Fedra Francocci dell'Istituto per gli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr, responsabile di un'iniziativa specifica del progetto BlueMed dedicato a questo tema.

Anche i vari lockdown hanno prodotto effetti sugli ecosistemi marini e costieri, che sono stati quantificati – limitatamente all'Italia – dal progetto interdisciplinare Snapshot, promosso da BlueMed e coordinato dal ricercatore del Cnr-Ias Mario Sprovieri, e discussi in occasione della conferenza finale, di presentazione dei risultati di BlueMed.

Il video è stato realizzato in occasione della chiusura del progetto e della sua presentazione. Si tratta di un evento on line, trasmesso dal digital hub organizzato presso la sede centrale del Cnr di Roma (http://www.bluemed-initiative.eu/bluemed-final-conference/).

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Del ghiacciaio della Marmolada non resterà più traccia
A suggerirlo è uno studio, al quale ha partecipato anche il Cnr-Ismar, che ha confrontato i dati di due rilievi geofisici effettuati sul ghiacciaio nel 2004 e nel 2015 e dal quale emerge come quella che prima era massa glaciale unica mostri ora in molti punti le masse rocciose sottostanti

Rist 2: cambiamenti climatici in alta quota
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