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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Cultura
Un Festival sulla cresta dell’onda

Un'edizione del Festival della scienza di Genova particolare quella del 2020, che ha costretto gli organizzatori a reinventare in parte la formula, nel rispetto delle norme anti Covid, ma che non ne ha snaturato l'essenza. Anzi, al di là del gioco dei numeri - necessariamente più bassi - la scienza è protagonista con una lunga onda di eventi, mostre e laboratori. Proprio “Onde” è il tema cui è dedicato il Festival, di cui il Consiglio nazionale delle ricerche è partner. L'Ente ha aderito alla nuova veste, che garantisce la massima fruizione possibile a tutti in sicurezza, presentando eventi in presenza, tramite prenotazione, e on line, pensati soprattutto per le scuole.

Tra le attività svolte dal Cnr, le due mostre esposte per la prima volta: “Super! Elettroni e funzioni d'onda collettive”, incentrata sui superconduttori che hanno importanti ricadute tecnologiche, organizzata dall'Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi (Spin) del Cnr e Unità comunicazione e relazioni con il pubblico; “La scienza si fa bella. Alla scoperta dei fenomeni ondulatori che ci circondano”, organizzata da Unità comunicazione e relazioni con il pubblico, che attraverso exhibit interattivi intende coinvolgere i visitatori nella scoperta della formazione delle onde. Entrambe le mostre sono allestite al Munizioniere di Palazzo Ducale.

Per omaggiare il matematico Fibonacci (850 anni dalla nascita), cui si deve l'introduzione dei numeri arabi in Europa, sempre a Palazzo Ducale, l'Unità comunicazione e relazioni con il pubblico, insieme all'Università di Genova e in collaborazione con l'Istituto per le applicazioni del calcolo (Iac), ha allestito la mostra fotografica “Come ci sono arrivati i numeri? Storia di Leonardo Pisano detto il Fibonacci”, in cui sono esposti alcuni problemi matematici presenti nell'opera “Liber Abbaci” rivisti in chiave moderna e alcune tavole disegnate da Claudia Flandoli per la storia “Il libro di Leonardo”, edita con la collana “Comics & Science”.

Arricchisce la varietà dei temi presentati il laboratorio organizzato nella Piazza delle feste del Porto antico, dedicato alla discriminazione di genere, “Scienziate in azione. L'onda inarrestabile tra desideri e diritti” (con gli istituti del Cnr Icmate, Irpps, Isafom e Unita comunicazione e relazioni con il pubblico). Il laboratorio si avvale del patrocinio di Associazione donne e scienza e di Donne in rete contro la violenza (D.i.Re).

Dedicato al problema dell'alcolismo è “Ondivagando. Conosciamo l'alcol: i suoi effetti su corpo e mente”, a cura di A.li.sa Regione Liguria, in collaborazione con l'Istituto di scienze e tecnologie chimiche (Scitec). Un'occasione utile per capire e riflettere su temi che coinvolgono direttamente i giovani: “Cosa succede a corpo e mente durante un 'happy hour'? Perché nasce lo stato di ebrezza”? Inoltre, con appositi occhiali è possibile sperimentare come cambia la percezione della realtà dovuta a un consumo eccessivo di alcolici.

Infine, l'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) e la Scuola superiore Sant'Anna, attraverso la mostra “Lo spazio ti cambia”, spiegano l'adattamento dell'organismo a luoghi estremi, come lo Spazio.

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Vetrine per la ricerca
L' iniziativa, che si è svolta a Napoli, costituisce un evento di avvicinamento alla “Notte europea dei ricercatori” prevista per il 27 novembre, nell'ambito del progetto europeo “Meet me tonight Campania 2020”. Ne parla Michela Alfè dell'Istituto di scienze e tecnologie per l'energia e la mobilità sostenibili del Cnr

Le parole in gioco
A cento anni dalla nascita di Rodari, abbiamo chiesto a Mariacristina Picchio, dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, di ricordarne la personalità e il pensiero

Festival del giornalismo culturale 2020
Dedicata quest'anno a un confronto tra cultura scientifica e umanistica, la manifestazione, di cui l'Ufficio stampa del Cnr è media partner, ha ospitato tra l'altro un panel su Scienza medicina e media e la lectio magistralis di Guido Tonelli. Nell'intervista, la condirettrice Lella Mazzoli presenta due libri legati all'Fgcult

1870, Roma si prepara alla modernità
Il 1870 scrive un ulteriore capitolo nella storia millenaria della città di Roma dove, con la Breccia di Porta Pia, si apre una nuova stagione dal punto di vista politico sociale ed economico. La città allarga i suoi confini, sia geograficamente che demograficamente, come spiega Michele Colucci, ricercatore dell'Istituto di studi sul Mediterraneo del Cnr

Post Covid: gli italiani ripartono dalla cultura
Un'indagine alla quale ha collaborato anche l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr ha rivelato che, con il progressivo ritorno alla normalità, è forte il desiderio di tornare a fruire degli spazi culturali, soprattutto musei, cinema e teatri

Semplicemente Appia
Realizzato dall'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr, il video racconta la storia della via consolare attraverso le parole del suo artefice, il censore Appio Claudio Cieco

Retake, a via dei Ramni torna il colore
Il volontari del movimento che combatte il degrado dell'area più “scientifica” della Capitale hanno avviato i lavori per la sistemazione della facciata posteriore del Cnr, imbrattata da scritte vandaliche

Roma, territorio dell’immaginario grazie all’archeologia
La città e i suoi beni monumentali hanno ispirato e fatto da scenografia a molti film, come sottolinea Augusto Palombini dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr, ricordando il rapporto della Città eterna col cinema.

Maturità: perché nei sogni gli esami non finiscono mai
È un rito di transizione fondamentale, che segna l'ingresso nella vita adulta, eliminarlo a causa della pandemia avrebbe privato i ragazzi “di questo vissuto, di questo momento di passaggio, che è eterno ed è, come dice Freud, un ricordo indelebile”, spiega Anna Lo Bue dell'Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica del Cnr

“L’Urlo” torna al museo grazie al Cnr
Il dipinto di Munch potrà tra breve essere esposto di nuovo nell'omonimo museo di Oslo, grazie agli studi sull'opera condotti da un team internazionale coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche. I ricercatori hanno rilevato che a determinare il suo deperimento non è tanto la luce ma l'umidità