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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 10 - 1 ott 2018
ISSN 2037-4801

Focus - La Grande Guerra  

Informatica

La memoria del passato rivive con le 'Digital Humanities'

Studiare il passato non significa solo immergersi nei libri di storia: con l'affermarsi delle Digital Humanities (Informatica umanistica) la ricerca è infatti oggi in grado di offrire una disponibilità sempre più ampia di archivi testuali con cui esplorare e ricostruire un determinato momento storico a partire dalla consultazione di fonti, documenti e 'voci'. Rientra in questo ambito il progetto 'Voci della Grande Guerra', finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito del bando per la commemorazione del centenario della Prima Guerra mondiale, che vede coinvolti, l'Istituto di linguistica computazionale 'A. Zampolli' (Ilc) del Cnr di Pisa, l'Università di Siena e l'Accademia della Crusca con l'Università di Pisa in qualità di capofila. Il progetto ha l'obiettivo di preservare e diffondere le memorie dell'Italia in guerra attraverso un corpus digitale di testi rappresentativi delle diverse modalità di sentire e raccontare dei suoi protagonisti. Si tratta di un insieme di documenti estremamente variegato per tipologia, registro linguistico e contenuti, che proprio per questo riesce a restituire la complessità sociale del conflitto molto più degli archivi testuali disponibili.

“Voci della Grande Guerra è il primo archivio digitale che raccoglie l'intreccio polifonico delle 'voci' dell'Italia in guerra: quella ufficiale della propaganda e quella dei soldati, quella dei giornali e quella delle lettere di uomini e donne coinvolti a vario titolo nel conflitto. E ancora la voce delle élite degli intellettuali e la voce popolare, la voce del consenso e quella del dissenso, voci maschili e femminili”, racconta il direttore del Cnr-Ilc Simonetta Montemagni. “Grazie all'utilizzo di tecniche innovative di linguistica computazionale, i materiali testuali dell'archivio sono stati arricchiti con annotazioni di varia natura, che creano i presupposti per esplorazioni e analisi quantitative, astrazioni, collegamenti ed estrazione delle informazioni su base semantica, il tutto mediato da un'innovativa interfaccia che permette percorsi di navigazione e modalità di ricerca personalizzati. In questo modo l'archivio diventa uno strumento destinato a un pubblico variegato che va dagli addetti ai lavori agli insegnanti e studenti, dagli operatori culturali fino al cittadino appassionato di storia che vuole capire di più della propria identità culturale e delle sue origini”.

Una vera e propria miniera di testimonianze, frutto del lavoro congiunto di storici, linguisti e linguisti computazionali, oltre che, ovviamente, informatici. “Il progetto è frutto di un ampio intreccio di competenze, come Istituto di linguistica computazionale noi del Cnr ci siamo occupati, in particolare, della digitalizzazione dei testi, condotta con metodi e tecniche avanzati di Ocr (Optical Character Recognition) per la loro trasformazione in testi digitali leggibili da una macchina, e del loro arricchimento con annotazioni linguistiche, anch'esse realizzate con tecniche di trattamento automatico della lingua, estremamente utili per ricerche e astrazioni su base semantica”, continua Montemagni.

Il risultato è uno strumento di conoscenza e riflessione interdisciplinare sul ruolo del primo conflitto mondiale nella storia della lingua italiana e sull'importanza dell'analisi delle testimonianze linguistiche, per riappropriarsi della memoria storica del conflitto da una prospettiva diversa.

Francesca Gorini

Fonte: Simonetta Montemagni, Istituto di linguistica computazionale, Pisa, tel. 050/3152850 , email simonetta.montemagni@ilc.cnr.it -

Per saperne di più: - http://www.vocidellagrandeguerra.it/