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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 24 feb 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Distopia  

Cultura

L'Eternauta: realtà e fumetti

Sfogliare oggi le tavole in grande formato per l'edizione italiana dell'Eternauta, un fumetto pubblicato a puntate tra il 1957 al 1959 in Argentina, fa una certa impressione. Questa impressione scaturisce dalla consonanza tra l'avvio della storia e la contingenza attuale: i protagonisti, in un momento di socialità (una partita a carte a casa di uno di loro), precipitano in un attimo, silenziosamente e senza preavviso, nell'incubo. Silenziosa è la notte in cui questo avviene e silenziosa è la neve che cade all'esterno. Una strana neve che si rivelerà tossica al punto da uccidere all'istante chiunque entri in contatto con essa. Come non pensare all'attuale situazione pandemica?

Le persone, nella realtà come nel fumetto, sono costrette a casa e solo la mente scientifica e razionale di Favalli (Ferri, in un'edizione precedente, ma sempre professore di Fisica) accompagna gli amici di quella serata - e noi lettori con loro - alla comprensione di ciò che sta accadendo: la neve “radioattiva” e fosforescente non è che la prima arma che gli invasori extraterrestri mettono in campo nel tentativo di soggiogare l'umanità. E qui, per nostra fortuna, finisce l'analogia. La neve, peraltro, non poteva che essere “radioattiva”: così viene genericamente identificata nella storia, confermando questa caratteristica come parte principale di quello zeitgeist che ancora vedeva il mondo contrapposto nei due blocchi Usa-Urss, “congelati” nella Guerra fredda. Altri, in tempi più recenti, hanno usato la radioattività come componente importante della storia - si pensi solo a un altro fumetto di culto come “Watchmen” di Alan Moore e Dave Gibbons.

La fantascienza, a torto considerata sottogenere letterario, è sempre stata una specie di grande seduta psicanalitica dell'umanità: quello che lì accade, le storie più o meno verosimili a cui si dà corpo, riflettono invariabilmente le paure di quella contingenza storica. Se dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla caduta del Muro di Berlino la guerra nucleare è stata centrale nell'immaginario collettivo della distopia fantascientifica, adesso questo genere - sempre più spesso contaminato da altri - di solito incentra le sue storie o su un dominio incontrollato della tecnologia (e qui l'elenco delle distopie si farebbe davvero lunghissimo) oppure su un mondo che abbiamo reso definitivamente invivibile a causa di qualche definitivo cataclisma climatico. Di solito, a partire da questa solida e molto ben giustificata premessa si parte per tratteggiare una storia.

Il legame distopia-futuro (di cui la fantascienza si fa carico) è quindi piuttosto stretto. Ma qual è il rapporto tra distopia e fumetti? “La distopia è uno dei modi centrali della narrativa fantastica, in cui rientrano a pieno titolo libri non esattamente di fantascienza come '1984' di Orwell, 'Il mondo nuovo' di Huxley, o 'Arancia meccanica' di Burgess. Era quindi inevitabile che il fumetto la declinasse in tanti modi diversi e con esiti spesso formidabili”, spiega Roberto Natalini, direttore dell'Istituto per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Cnr e direttore editoriale della collana “Comics&Science” di Cnr Edizioni. “L'Eternauta è stato in qualche modo il precursore di un grande filone che ha arricchito il nostro immaginario. Accanto a 'Watchmen', Alan Moore ci propone infatti negli anni '80, nel pieno del governo Tatcher, la grande fantasia distopica di 'V per Vendetta'ambientata in una Londra orwelliana, dominata da un governo totalitario, a cui si contrappone l'anarchico V”.

Più vicino a noi troviamo altre opere: “Il grande affresco post-apocalittico 'The walking dead', ideato da Robert Kirkman e illustrato successivamente da Tony Moore e Charlie Adlar”, prosegue Natalini. “Questo fumetto, poi trasportato in una fortunata serie tv, riesce a mettere in scena situazioni da incubo in un contesto di normalità suburbana, in cui la vita normale sembra essere solo sospesa. In realtà, a scavare ancora un po', buona parte del fumetto contemporaneo mainstream usa la distopia come chiave narrativa capace di raccontare i nostri incubi. Il capostipite di questa tendenza si ritrova nel celebre fumetto di Frank Miller, 'Batman: the dark knight returns', in cui Gotham City è preda del crimine dopo il ritiro di Batman che, ormai invecchiato, deve riprendere i panni del cavaliere oscuro. Anche la Marvel ha spinto moltissimo nel disegnare futuri alternativi, a cominciare da 'Giorni di un futuro passato', che è una saga degli X-Men in un futuro distopico, pubblicata tra il gennaio e il febbraio del 1981, scritta da Chris Claremont con i disegni di John Byrne, poi ripreso in un film del 2014. Insomma, ancora una volta il fumetto rafforza e in alcuni casi anticipa alcuni temi fondamentali del nostro immaginario, in cui la distopia si afferma come uno dei filoni principali”.

Ma nell'Eternauta il mondo in cui si trovano precipitati i protagonisti scaturisce, purtroppo, da una crudissima realtà. È la distopia, tragica, della realtà argentina che dal 1976 al 1983 va sotto l'asettico nome di “processo di riorganizzazione nazionale”: un programma che prese avvio col colpo di stato di Videla e sfociò nella triste stagione di un popolo schiacciato da una dittatura militare sanguinosa e priva di ogni pietà umana verso gli oppositori. Qui sta il colpo di genio dello sceneggiatore Héctor Oesterheld: quel fumetto, all'apparenza innocente e su un tema all'apparenza distante come la fantascienza, pubblicato a puntate, viene ripreso, riscritto e risceneggiato nel 1969, cogliendo la temperie politica di tutto il Sudamerica e, con qualche anno di anticipo, di quella Argentina: l'instaurazione della dittatura e una nuova realtà che arriva innocente quasi quanto una nevicata ma letale come non mai: l'assenza di pietà umana del regime trasforma quegli umani che ne fanno parte in alieni, in mostri invasori. Il 27 aprile 1977 Oesterheld, che dalla clandestinità stava realizzando con Solano Lopez la seconda parte de 'L'Eternauta', viene sequestrato dalle forze armate a La Plata, dove viveva sotto falso nome. Nel corso dell'anno successivo verranno arrestate tutte le sue quattro figlie insieme ai loro mariti. Di nessuno di loro si avranno più notizie.

Luciano Celi

Fonte: Roberto Natalini, Istituto per le applicazioni del calcolo Mauro Picone , email roberto.natalini@cnr.it -