Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 2 - 27 gen 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Nuovi valori  

Ambiente

Dalla pace all'ambiente

Mai come in questo momento storico, da tutti identificato come un cambio d'epoca, serve uno sforzo potente per una riflessione e una ridefinizione teoretica dei concetti alla base della convivenza umana e del suo futuro (diritti, democrazia, pace, economia, ambiente …). Come ha scritto Mauro Magatti nel volume "Cambi di paradigma" (Feltrinelli, 2017) a proposito del sentimento di crisi generale percepita dall'umanità contemporanea, serve un “cambio di paradigma”, ovvero una mutazione di prospettive e di regole, per adeguare il proprio sguardo a un modo nuovo di interpretare la realtà. E prima che si stabilisca un nuovo paradigma, una nuova normalità, esiste un momento in cui tutte le possibilità sono aperte per identificare una direzione da percorrere e per la riscrittura di nuove regole. Dall'epoca delle grandi divisioni (ideologiche e politiche) siamo passati all'epoca della frammentazione, anche dei concetti primari di guerra e di pace. Le tante frontiere della pace (e delle guerre), se una volta passavano dal controllo della politica internazionale e delle fonti energetiche, oggi passano da tutt'altri elementi, in primis quelli legati alla dimensione ambientale e ai modelli di sviluppo.

Il cambiamento climatico ha iniziato a chiederci il conto: dopo anni e anni in cui l'uomo e la politica hanno ignorato le conseguenze delle azioni antropiche sulla natura, stiamo assistendo a una serie di fenomeni atmosferici inediti e devastanti, che coinvolgono aree e fasce di popolazione sempre più larghe. Viviamo sempre più in una realtà dove tutto è interconnesso e correlato, e le definizioni di “antropocene” e “noosfera”, un tempo confinate alla riflessione e al lessico filosofico, stanno rivelando tutte le loro implicazioni politiche, accompagnando il mondo globalizzato fuori dai recinti e dai paradigmi culturali descritti con il termine di “modernità”, per approdare a una fase fortemente dinamica ed evolutiva, caratterizzata da una fortissima incertezza di fondo.

“Sulle questioni ambientali si registra uno straordinario fervore, che ha caratterizzato il dibattito degli ultimi due decenni in diversi ambiti, da quello politico e culturale a quello economico e sociale, includendo persino le istituzioni militari e il magistero della Chiesa, che hanno identificato le nuove crisi globali come il corollario di una sola e complessa crisi socio-ambientale”, commenta

Desireé Quagliarotti dell'Istituto di studi sul Mediterraneo (Ismed) del Cnr, studiosa delle interazioni tra economia e ambiente e degli impatti del cambiamento climatico. L'immagine, recentemente evocata da papa Francesco, dello 'stare tutti sulla stessa barca', si rivela una metafora senza alcuna concessione alla poesia.

La visione dell'ambiente è decisamente mutata. “È diventa sempre più una variabile esplicativa nel soddisfacimento dei diritti umani fondamentali. Non è più possibile focalizzarsi sul benessere dell'uomo a prescindere da quello della biosfera, con tutti i suoi elementi biotici e abiotici”, prosegue la ricercatrice. “Così come il deterioramento del quadro climatico e ambientale gioca un ruolo determinante nell'acuire il livello di povertà, nell'amplificare le diseguaglianze, nell'alterare l'equilibrio geopolitico globale. Allo stesso tempo cambiamento climatico e degrado ambientale sono i nuovi 'push factors' del fenomeno migratorio”.

La stretta interrelazione tra questi fattori e l'esigenza di risposte sistemiche a queste problematiche ha favorito la maturazione di una nuova visione. “C'è oggi una nozione di sviluppo umano integrale, correlato e sottoposto a nuovi concetti e a nuovi limiti - come sostenibilità - che assumono valenza di principio ordinatore. Termini come 'questione ambientale' e 'consapevolezza ecologica' passano dalla dimensione teoretica e scientifica a quella legata alla coscienza collettiva e al dibattito politico in maniera sempre più evidente”, conclude Quagliarotti. “Si va dalle grandi mobilitazioni che hanno trovato nella figura di Greta Thunberg, un personaggio simbolo capace di catalizzare le preoccupazioni e le aspettative delle giovani generazioni, agli accordi e protocolli internazionali quali l'Accordo di Parigi sul clima, l'Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, il Green Deal europeo, che ci ricordano che il benessere dell'uomo è strettamente correlato al benessere del Pianeta e sottolineano l'urgenza di azioni più rapide e politiche più ambiziose per realizzare la trasformazione economica e sociale necessaria”.

Insomma, l'immagine della barca sulla quale tutta l'umanità si trova a stare è anzitutto un invito alla responsabilità. La barca è uno spazio limitato, che richiede pazienza e adattamento nella convivenza, condivisione della speranza rispetto alla rotta da compiere, della paura di fronte alla forza degli elementi, della fatica rispetto alla pesca da compiere.

Maurizio Gentilini

Fonte: Desire Quagliarotti, Istituto di studi sul Mediterraneo , email desiree.quagliarotti@ismed.cnr.it -