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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 7 ott 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Agricoltura  

Tecnologia

L'evoluzione lenta ma inarrestabile verso la precisione

La figura dell'agricoltore 4.0 è un esempio di come un mestiere antico possa trasformarsi in un'attività che si occupa anche di tutelare l'ambiente, salvaguardare la biodiversità, assicurare prodotti di qualità in un processo di sostenibilità ambientale. I nuovi agricoltori hanno competenze specifiche tali da creare una connessione con il mondo della ricerca che segue da vicino questo cambiamento.

“Ancora oggi è difficile parlare di una vera e propria rivoluzione quando si parla di agricoltura di precisione e digitale, anche se negli ultimi anni questo settore ha destato attenzione tra gli imprenditori agricoli italiani, che sono sempre stati un po' restii all'innovazione a causa dei costi elevati che questo rinnovamento richiede, del lento ricambio generazionale che solo negli ultimi anni ha visto un buon turn over, ma anche a seguito della dimensione ridotta di molte aziende agricole italiane”, spiega Piero Toscano dell'Istituto per la bioeconomia (Ibe) del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze. “Per ovviare a questa resistenza e poter finalmente parlare di una vera e propria rivoluzione del settore, la ricerca si è concentrata su tecnologie capaci di supportare i sistemi produttivi agricoli a basso reddito e in grado di fornire una maggiore copertura digitale a livello nazionale. I giovani che si sono avvicinati al mondo dell'agricoltura si sono rivelati più attenti al trasferimento di innovazione nel settore e questo ha portato, negli ultimi due anni, a un aumento dell'attenzione da parte del settore agricolo verso le produzioni ottenute utilizzando metodologie tecnologicamente avanzate”.

Le applicazioni pratiche dell'agricoltura di precisione sono molteplici, si va dalle aziende vitivinicole a quelle a vocazione seminativa, dalle ortofrutticole a quelle dedicate al pascolo. “Si assiste a un sempre maggiore utilizzo di macchinari agricoli moderni e all'adozione di sistemi digitali per la gestione dell'azienda attraverso l'uso di software altamente tecnologici di supporto alle decisioni e capaci di trasformare l'azienda agricola in un sistema del tutto digitale”, prosegue il ricercatore. “E per fare ciò ci si è avvalsi di professionisti del settore che sostengono gli imprenditori agricoli nella valutazione delle loro operazioni sul campo di coltivazione, confrontandosi anche con i ricercatori. In Italia, poi, la scuola e le università stanno creando percorsi di studio ad hoc per formare nuove figure professionali specializzate nel settore innovativo dell'agricoltura, che possano facilitare il trasferimento dell'informazione agli agricoltori e la divulgazione e la messa in opera di queste tecnologie”.

Nel 2016, i ricercatori dell'Istituto di biometereologia del Cnr, attuale Ibe, insieme ai colleghi del Dipartimento bioagroalimentare di Foggia hanno realizzato “AgroSat”, un prototipo di piattaforma digitale aperta e gratuita, che mettesse insieme la parte di conoscenza scientifica raccolta fino ad allora nel settore agricolo e le conoscenze pratiche dei terreni da parte degli imprenditori agricoli con i dati registrati dai satelliti Sentinel 2A e Sentinel 2B del programma europeo di osservazione della Terra “Copernicus”, per rendere disponibili agli agricoltori mappe utili come supporto alle attività in campo. “La piattaforma è a oggi l'unico progetto in Italia in cui vengono utilizzati tutti i dati di Copernicus nel settore agricolo italiano. Non solo prodotti satellitari ma anche del Climate Data Store di Copernicus, dati utili per la ricostruzione delle informazioni meteo mancanti e per la disseminazione dei prodotti previsionali a medio e lungo termine”, continua Toscano. “Dopo un primo anno di sperimentazione effettuata nella vasta campagna coltivata a grano duro della Capitanata (parte settentrionale della Puglia) per calibrare e perfezionare i modelli della piattaforma, quest'ultima, a maggio 2018, è stata resa disponibile su tutto il territorio nazionale, come supporto digitale alla gestione della concimazione attraverso tecniche di agricoltura di precisione, con la possibilità di scaricare mappe di concimazione rateo variabile, per poter permettere agli agricoltori di ottimizzare la propria tecnica colturale in base alle caratteristiche del proprio campo di coltivazione”, aggiunge il ricercatore Cnr-Ibe.

Questa piattaforma consente agli utenti di acquisire una nuova consapevolezza delle potenzialità dei propri campi, grazie alla possibilità di monitorarli costantemente con tecniche differenziate e poter ottimizzare le proprie attività. “Sono stati messi a punto altri prodotti della ricerca e trasferiti in AgroSat: mappe di contenuto idrico che forniscono informazioni ad altissima definizione sullo stato idrico del sistema suolo-pianta utile per poter adottare tecniche di irrigazione di precisione, evitando spreco di acqua; modelli di ricostruzione del bilancio idrico, per permettere una migliore conoscenza del fabbisogno della propria coltura; mappe di resa potenziale del proprio raccolto che dà un quadro riguardo a quale porzione del proprio appezzamento ha prodotto di più”, precisa Toscano. “Non solo, è possibile accedere ai dati della stazione meteo più vicina al proprio campo di coltivazione e consultare le previsioni per i 5 giorni successivi, così da poter pianificare le attività di campo. Inoltre, sono disponibili i modelli di sviluppo fenologico per 9 differenti tipologie di colture, per avere informazioni sulla fase di sviluppo della propria coltura e pianificare le attività in campo (trattamento, concimazione, raccolta), offrendo la possibilità di ottenere una produzione qualitativamente e quantitativamente migliore rispetto a quella ottenuta con le metodologie utilizzate prima”.

In quest'ultimo anno, grazie alla collaborazione con l'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione “A. Faedo” del Cnr di Pisa, si sta lavorando su “AgroSat Plus”, progetto finanziato dal gruppo Barilla. “Il progetto di ampliamento della piattaforma preesistente prevede la creazione di modelli di Intelligenza artificiale per il riconoscimento delle malattie delle piante (fitopatie) presenti in campo, utili per fornire un ulteriore supporto all'agricoltore nel riconoscere cosa sta creando problemi allo sviluppo colturale e pianificare così le contromisure giuste da adottare”, conclude l'esperto.

Stefania Petraccone

Fonte: Piero Toscano, Istituto di bioeconomia, tel. 055/3033747 , email piero.toscano@ibe.cnr.it -