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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 15 lug 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Un posto dove tornare  

Tecnologia

Larderello, la magia del vapore

Larderello (Pi), un piccolo paesino della Toscana al margine meridionale della provincia di Pisa, non è quanto si può immaginare di trovare girovagando nella campagna toscana. Situato al centro di un'assolata valle, prossimo a piccoli e grandi borghi medioevali tra i quali la poco distante Volterra rappresenta la massima espressione, questo centro è caratterizzato soprattutto dall'architettura industriale e da qualcosa di indefinibile a un primo livello di percezione, eppure molto importante: l'energia. Estratta da profondità di poche migliaia di metri per produrre elettricità e calore, l'energia geotermica trova qui, infatti, una delle massime espressioni mondiali. Non a caso la principale attrazione turistica di Larderello è il Museo della geotermia. I turisti autorizzati possono visitare le centrali geotermiche per la produzione di energia elettrica di proprietà del gruppo Enel, ma con un po' di fortuna può capitare a tutti di vedere, in autunno, le “centrali aperte”, con il meraviglioso sfondo dei castagni dorati.

Fascino principale del luogo rimane, comunque, la sua interessante storia industriale. Larderello sorge nella “Valle del diavolo” ed è contraddistinta da fumi, putizze, lagoni, manifestazioni in cui un fluido caldissimo e ricco di minerali sgorga spontaneamente dal terreno. Per molti secoli la valle è stata giudicata inospitale dalla popolazione, che le preferiva aree minerarie poco distanti, utilizzate dagli etruschi e dai romani. L'idea di un uso industriale delle acque risale al 1779, ma assurge a realtà industriale grazie a un ambizioso imprenditore francese, François de Larderel (nella foto), che nel 1827 mette in piedi la principale produzione di acido borico al mondo e fonda il villaggio di Larderello, unico esempio in Toscana – e tra i pochi in Italia - di villaggio industriale dai tratti indubbiamente innovativi, specie per quanto riguarda gli aspetti sociali.

In una valle quasi disabitata, nasce così un centro industriale che mantiene la sua notorietà anche dopo il declino economico della produzione dell'acido borico. È infatti grazie alla sua creatività che Larderello diventa, nel 1904, culla della produzione mondiale di elettricità da geotermia. Oggi gli impianti geotermici della zona soddisfano il 30% della richiesta di elettricità della regione, riforniscono le cittadine locali con reti di teleriscaldamento e forniscono calore in svariati processi agroalimentari e industriali, come la produzione di formaggio e birra e il riscaldamento di serre.

Poco lontano da Larderello è stato perforato il pozzo più caldo al mondo in crosta continentale, con temperature superiori a 500 °C a poco meno di 3 km di profondità (www.descramble-h2020.eu). L'anomalia termica, alimentata dalla risalita di corpi magmatici, che si estende dalla Toscana al Lazio fino alla Campania, trova nell'area di Larderello la massima espressione pur nella quasi totale assenza di manifestazioni vulcaniche.

Info: Foto gentilmente concesse da Enel Green Power- Museo della geotermia di Larderello, Pomarance (Pi)

(Si ringrazia Rita Bugliosi per la collaborazione)

Adele Manzella

Fonte: Adele Manzella, Istituto di geoscienze e georisorse, Pisa , email manzella@igg.cnr.it -