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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 6 mag 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Ripartenza  

Socio-economico

Coronavirus, gli effetti sui fondi per la ricerca

“Il cigno bianco degli investimenti da scegliere sembra essere ragionevolmente quello della scienza e dell'innovazione, capace di creare nuova occupazione”, scrive Massimo Sideri sul Corriere Innovazione. Per la lotta al Coronavirus l'Unione Europea ha finanziato 18 progetti Horizon 2020 con 48.2 milioni di euro. In Italia sono stati lanciati “Innova per l'Italia”, per la prevenzione, diagnostica e monitoraggio del Sars-CoV-2, mentre il “Bando della Ricerca sul Covid” ha messo a disposizione 7 milioni di euro per progetti di ricerca della durata di 12 mesi. La questione è se questa emergenza comporterà però minori investimenti per le altre grandi imprese scientifiche, per esempio in ambito energetico, climatologico, nei grandi laboratori della fisica e nel settore aerospaziale. Premesso che a oggi non abbiamo ancora evidenze su come realmente evolveranno tali finanziamenti, in particolar modo per la ricerca di base, Andrea Filippetti dell'Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie (Cnr-Issirfa) prevede che “nella misura in cui parte del budget per la ricerca di Horizon Europe andrà verso Covid-19, gioco forza si ridurranno i finanziamenti per le altre aree. Questo sarà, però, vero per il periodo limitato alla ricerca del vaccino”.

Diversa la situazione per i progetti già in corso. “Le spese in ricerca e sviluppo tendono a essere rigide, poiché viaggiano su lunga durata”, spiega il ricercatore del Cnr-Issirfa. “Non abbiamo alcuna certezza in merito a quanto accadrà, tuttavia se da un lato non è prevedibile un taglio significativo degli investimenti in corso, le imprese private in sofferenza finanziaria potrebbero ridimensionare i nuovi progetti di ricerca, sviluppo e innovazione che avevano in cantiere”. E in effetti è quanto si sta verificando nella “new space economy”, ma vanno precisate alcune cose: “Il taglio degli investimenti in ricerca dei privati dipende sia dai casi, e quindi dall'equilibrio finanziario della singola impresa, sia dal settore in cui opera. È lecito temere che in Italia siano più colpiti la meccanica, che in queste settimane sta soffrendo molto, con ripercussioni sull'intero manifatturiero, un settore fortemente innovativo”.

Investire nel settore energetico potrebbe invece essere la chiave per uscire dalla recessione causata da Covid-19. L'Italia dispone del Pniec (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima), in fase di approvazione da parte della Commissione Europea, che in dieci anni potrebbe portare circa 1.200 miliardi di euro verso progetti di green-energy e green economy, come riportato dal Sole-24ore. Inoltre, secondo un rapporto dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, accelerare questi investimenti potrebbe far aumentare di 98mila miliardi di dollari entro il 2050 la crescita globale, quadruplicando i posti di lavoro nel settore. Lo scorso 9 aprile, in piena emergenza Coronavirus, l'Italia e altri sette Paesi dell'Europa occidentale hanno inviato una lettera alla Commissione Europea proprio per mettere al centro dei piani per la ripresa economica il “green-deal” già presentato lo scorso 14 gennaio.

“Per quanto riguarda l'ipotesi di un effetto spiazzamento, cioè che la ricerca sul Sars-CoV-2 sostituisca quella in altri settori, è improbabile perché esistono troppe interdipendenze tra le linee di ricerca, risultati ottenuti in una linea possono essere utilizzati per altre: raramente si configura un meccanismo di sostituzione”, continua il ricercatore. In effetti la necessità di far “fronte comune” contro il virus ha portato ad accentuare la natura “trasversale” di competenze e risorse della ricerca scientifica: il Cern di Ginevra gestisce la piattaforma open-access Zenodo assieme ad OpenAire, di cui il Cnr è coordinatore tecnologico, per raccogliere i dati su Sars-CoV-2 in maniera strutturata; è stato sviluppato un prototipo di un nuovo tipo di ventilatore polmonare - Mvm (Mechanical Ventilator Milano) - dalla collaborazione internazionale tra istituti quali Stiima e Istp del Cnr di Milano, Cern, Infn, da un'idea di Cristian Galbiati dell'Università di Princeton e del Gran Sasso Science Institute; il progetto Horizon2020-EXscalate4CoV (3 milioni di euro) per selezionare molecole efficaci contro il Coronavirus con il supercalcolo, vede la collaborazione del supercomputer Hpc5 Eni che, utilizzato per supportare attività su energie rinnovabili e clima, attraverso il consorzio Cineca, in una cordata guidata da Andrea Beccari della farmaceutica Dompé e leader del Chemo Bioinformatics Group al Cnr-Ibp di Napoli. Eni, inoltre, sta finalizzando partnership con l'Isc del Cnr e con l'Iss per l'utilizzo di Hpc5 per il modeling nella ricerca medica sulle malattie infettive.

E il settore aerospaziale? “L'effetto della pandemia sulle attività spaziali non è stato immediato e devastante ma comincia a essere avvertito, con conseguenze sul medio e lungo periodo per la New space economy”, spiega Luciano Anselmo, dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione (Isti) del Cnr, passando a un altro settore bisognoso di investimenti colossali e, anche in passato, condizionati dalle strategie geopolitiche oltre che scientifiche. “Le ditte del settore possono lavorare per committenti governativi e privati e hanno patito conseguenze in funzione di vari fattori: crollo dei mercati finanziari, crisi di liquidità e solvibilità, ridimensionamento di consumi e servizi. Chi è grande e lavora soprattutto per commesse pubbliche non ha problemi di questo genere e con i dovuti aggiustamenti può portare avanti i propri programmi, come l'americana Northrop Grumman Corporation, che sta perfino pianificando nuove assunzioni. Lo stesso vale per SpaceX, che ha continuato a lanciare i suoi satelliti della megacostellazione Starlink anche in piena emergenza sanitaria”.

Eppure i primi “morti spaziali per Coronavirus”, per usare un'espressione un po' macabra, ci sono stati. “I clamorosi fallimenti di OneWeb, che aveva cominciato a dispiegare una megacostellazione di satelliti, e di Bigelow Aerospace, che stava sviluppando dei moduli abitabili gonfiabili, uno dei quali agganciato alla Iss, sono dovuti alla scarsa liquidità delle ditte, finanziatori privati legati al mondo borsistico, e dalla volubilità delle commesse, dipendenti dall'andamento di mercati e consumi”, precisa Anselmo. “Certo, sul medio e lungo periodo anche i programmi governativi potrebbero ridurre i finanziamenti: gli ingenti debiti pubblici che saranno accumulati per il superamento dell'emergenza pandemia porteranno inevitabilmente a una ristrutturazione dei bilanci pubblici, con una probabile contrazione dei programmi spaziali”.

Alessia Famengo

Fonte: Luciano Anselmo, Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione Alessandro Faedo , email luciano.anselmo@isti.cnr.it - Andrea Filippetti, Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie, tel. 06/49937704 , email andrea.filippetti@cnr.it -