Cinema

Storia di un matematico… indiano

Locandina del film L'uomo che vide l'infinito
di Rita Bugliosi

Arriva nelle sale dal 9 giugno la biografia del geniale matematico autodidatta Srinivasa Ramanujan. Partito dall'India a 25 anni, raggiunge il Trinity College di Cambridge, dove, dopo molte resistenze, viene accettato dai cattedratici inglesi. Morto per un'infezione al fegato a soli 32 anni, ha lasciato una grande quantità di formule, alcune ancora da dimostrare

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'L'uomo che vide l'infinito', diretto da Matthew Brown e ispirato a una storia vera tratta dall'omonimo volume di Robert Kanigel, in sala dal 9 giugno, racconta la vita di un matematico geniale. Protagonista della pellicola è il giovane indiano autodidatta Srinivasa Ramanujan, dotato di capacità eccezionali e innamorato della matematica, alla quale si dedica in modo ossessivo, tanto da abbandonare lo studio delle altre materie e venire per questo espulso dal Government College indiano che frequenta, oltre a divenire oggetto di scherno da parte dei coetanei.

La sua vita cambia nel 1913 quando, venticinquenne, incoraggiato dalla pubblicazione di un suo articolo sulla rivista della Indian Mathematical Society, decide di scrivere una lettera di autopresentazione a Godfrey Harold Hardy, illustre docente di matematica al Trinity College di Cambridge, che ne intuisce immediatamente il talento e lo invita a trasferirsi nella prestigiosa università britannica.

Tra Ramanujan e Hardy nasce un'amicizia profonda, sebbene i due siano diversi per età, carattere, cultura ed estrazione sociale. Ad avvicinarli e a permettere loro di comunicare c'è però il linguaggio matematico, anche se la concezione che ne ha il giovane indiano è del tutto personale: la matematica per lui è un dono divino e attribuisce alla dea indu Namagiri le sue intuizioni.

Una scena del film L'uomo che vide l'infinito

A Cambridge il ragazzo porta con sé fogli pieni di formule prive di dimostrazioni e, spinto da Hardy, si sforza di provare alcuni dei suoi teoremi per ottenere il meritato riconoscimento da parte dei cattedratici inglesi, impreparati ai suoi metodi non convenzionali. Grazie al suo impegno e al supporto di Hardy, riesce infine a diventare membro del Trinity College e della Royal Society. Ma la sofferenza per la lontananza dal suo Paese e dalla famiglia, l'ossessione per lo studio e la malnutrizione lo portano a indebolirsi e a spegnersi per un'infezione al fegato, nel 1920, a soli 32 anni.

Il film, oltre a descrivere lo straordinario e insolito legame tra il professore inglese e l'autodidatta indiano, evidenzia l'enorme produttività scientifica di Ramanujan, che nella sua breve vita ha elaborato circa 3.900 risultati. Particolarmente importanti gli appunti dell'ultimo anno di vita, raccolti in un quaderno dimenticato, riscoperto nel 1976 dal matematico statunitense George Andrews. Il documento contiene alcuni dei suoi lavori più importanti e costituisce la base su cui oggi studiano fisici e matematici per elaborare la teoria delle stringhe, i buchi neri e la gravità quantistica.

La scheda

Titolo: L'uomo che vide l'infinito

Regia: Matthew Brown 

Cast: Dev Patel, Jeremy Irons, Devika Bhise, Toby Jones, Stephen Fry, Jeremy Northam

Uscita in sala: 9 giugno 2016

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