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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 11 ago 2010
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Cultura

Protoni per lo studio dei Rotoli del Mar Morto

Ricercatori dei Laboratori nazionali del Sud (Lns) dell'Istituto nazionale di fisica nucleare di Catania in collaborazione con studiosi dell'Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr, sono riusciti a far luce sull'origine di una parte degli straordinari 'Rotoli del Mar Morto', una raccolta di circa 900 documenti scoperti in varie grotte e datati da uno a due secoli avanti Cristo, che rappresentano tra l'altro i testi biblici più antichi mai rinvenuti.

Lo studio, effettuato su sette piccoli campioni grazie all'uso congiunto di un nuovo sistema di analisi non invasivo chiamato Xpixe, brevettato dall'Infn, e dell'acceleratore di particelle in funzione nei Laboratori Lns, ha permesso di confermarne la provenienza proprio sulle rive del Mar Morto, nella zona in cui i reperti sono stati trovati, escludendo l'ipotesi pure avanzata di un trasporto successivo alla distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani.

"Queste pergamene per essere preparate richiedevano una grande quantità di acqua: analizzando le acque presenti nella zona del ritrovamento si è potuta stabilire la presenza di alcuni elementi chimici caratteristici", afferma Giuseppe Pappalardo, lo studioso che ha recentemente presentato i risultati dell'importante ricerca alla Pixe 2010 Conference di Surrey. "In particolare è stato  analizzato il rapporto cloro/bromo su alcuni frammenti di pergamene del  'rotolo del tempio' utilizzando fasci di protoni da 1.3 MeV prodotti dall'acceleratore di particelle Tandem dell'Infn: si è visto così che i valori nelle pergamene sono compatibili con una loro provenienza dalla zona".

Fonte: Giuseppe Pappalardo, Infn - Laboratori nazionali del Sud, tel. 095/542287 , email pappalardo@lns.infn.it -