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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 14 lug 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Farmaco, sostantivo femminile singolare

Uomini e donne si ammalano in modo diverso e dovrebbero essere curati in modo diverso. E' confermato da uno studio congiunto tra Istituto superiore di sanità (Iss) e Università di Sassari che sostiene che le cellule che costituiscono il corpo dell'uomo e della donna non sono solo diverse per quanto riguarda i cromosomi ma anche per il loro destino. Quelle femminili si adattano di più e riescono a sopravvivere meglio di quelle maschili sotto stress ambientale e farmacologico.

Per questo i risultati della ricerca scientifica ottenuti nell'uomo non dovrebbero essere 'automaticamente'  trasferiti alla donna ed è necessario un approccio di genere per assicurare terapie appropriate. In quest'ottica l'Iss, grazie ai fondi della Ricerca finalizzata del Ministero della salute, ha avviato il progetto strategico 'La medicina di genere come obiettivo per la sanità pubblica: l'appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna'.

"Si tratta di un progetto ambizioso", spiega il Presidente dell'Iss Enrico Garaci, "che studia le differenze non soltanto fisiologiche ma anche sociali e psicologiche tra uomini e donne. Abbiamo la certezza scientifica della differenza degli organismi sotto il profilo ormonale e genetico e delle risposte diverse alle terapie. Basti pensare che le reazioni avverse ai farmaci nelle donne sono circa il doppio rispetto agli uomini e concorrono al 6% delle ospedalizzazioni".

Ciò non dovrebbe meravigliare se si considera che almeno in alcuni settori, le differenze biologiche sono così numerose - dalle dimensioni degli organi ai meccanismi elettrici e meccanici, alla risposta allo stress ossidativo, ai mitocondri, fino alla programmazione del destino cellulare - che è evidente la necessità di arrivare, nel lungo periodo, a farmaci femminili e farmaci maschili. Invece, il numero di donne 'arruolate' per gli studi clinici è molto basso, rispetto agli uomini.

Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha redatto un 'manifesto' sulla medicina di genere, mettendo in evidenza come "i luoghi scelti, i metodi usati e le analisi dei dati riflettono una prospettiva maschile in molti campi importanti. Laddove le stesse patologie colpiscono sia gli uomini che le donne, molti ricercatori hanno ignorato le possibili differenze tra i sessi rispetto agli indicatori diagnostici, ai sintomi, alla prognosi e all'effettiva efficacia dei diversi trattamenti. Fintanto che i ricercatori continueranno a usare come modello gli uomini, le cure mediche delle donne continueranno ad essere compromesse".