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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 16 giu 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Mondiali di calcio  

Agroalimentare

Crisi alimentare in Africa, per contrastarla le previsioni Ibimet

I Mondiali 2010 sono un'occasione per portare all'attenzione internazionale le problematiche africane. Una delle regioni più povere, aride e con scarse risorse naturali del continente è il Sahel. Proposto dalle nostre tv all'inizio degli anni '80 attraverso le drammatiche immagini di una carestia senza precedenti, questo territorio si snoda dal Senegal al Ciad. Oggi la crisi alimentare e la denutrizione continuano a colpire l'area, ma senza raggiungere il livello di quegli anni.

"Questo è stato possibile grazie alla creazione di un sistema complesso di prevenzione e gestione delle crisi alimentari che coinvolge, da una parte, la rete delle istituzioni tecniche e scientifiche capaci di produrre un'informazione appropriata e utile per identificare le zone a rischio e, dall'altra, quella dei decisori responsabili della mobilitazione e distribuzione degli aiuti", spiega Andrea Di Vecchia dell'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze. La struttura opera da 25 anni nella zona, producendo, tra l'altro, un bollettino di previsioni trimestrali per l'Africa occidentale diffuso a livello di decisori politici e organizzazioni internazionali operanti nel settore della sicurezza alimentare nei paesi del Sahel.

"Utilizzando le previsioni climatiche tra maggio e luglio sui tre mesi successivi, prodotti da cinque centri europei ed americani (Cpc-Noaa, Iri e Ecmwf, Gmao, MetOffice)", prosegue il ricercatore, "l'Ibimet genera da giugno ad agosto gli scenari di impatto sulle colture agricole, identificando così le zone a rischio, calcolando la popolazione interessata e diffondendo i risultati dell'analisi attraverso note dedicate alla rete dei decisori. Queste previsioni rappresentano un utile strumento di pre-allerta del possibile sviluppo di crisi alimentari a livello dell'intera regione del Sahel, quali quelle del 1982, che richiedono, per essere efficacemente affrontate, l'avvio della mobilitazione degli aiuti internazionali all'inizio stesso della stagione delle piogge".

"Per l'anno in corso le previsioni forniscono un quadro non troppo delineato", sottolinea Maurizio Bacci dell'Ibimet-Cnr. "La maggior parte degli istituti di ricerca e le organizzazioni internazionali (Cpc-Noaa, Iri e Ecmwf) e il Presao prodotto da Acmad sono propensi a una previsione sostanzialmente positiva nel cumulo delle piogge nei mesi centrali della stagione agricola. Gmao offre invece un quadro molto più neutro nella previsione della piovosità, mentre MetOffice fornisce una previsione negativa per tutta l'Africa occidentale. In questo quadro di incertezza vanno monitorati in modo particolare Niger e Ciad che nella campagna agricola precedente hanno presentato un deficit finale di produzione cerealicola che non ha permesso loro  di accumulare i normali stock di sicurezza".

Ma qual è nel dettaglio la situazione? "I dati 2010 sulla produzione di cereali nei paesi del Sahel", spiega Bacci, "sono diminuiti generalmente del 9% se confrontati con quelli del 2008-2009 che però è stata una delle annate migliori di raccolta. Su un'ottica di lungo periodo (2004-2008) si registra un aumento globale dell'11%. Preoccupano  Niger e Ciad che registrano rispettivamente un -6% un -11% rispetto ai cinque anni precedenti, tenendo conto anche del tasso di crescita annuale della popolazione di quei paesi (fino al 3% annuo)".  

Le istituzioni internazionali (Echo, Pam, Fao, Ue, Ficr) hanno già iniziato azioni a prevenzione di eventuali situazioni di crisi alimentari attraverso il rinforzamento degli stock cerealicoli, l'istituzione di banche di cereali, la vendita a prezzo controllato. L'insorgenza di crisi potrebbe infatti in questi paesi essere catalizzatore di instabilità sociale portando verso conseguenze imprevedibili.

 

Marco Cirilli

Fonte: Maurizio Bacci, Istituto di biometeorologia, Firenze , email m.bacci@ibimet.cnr.it - Andrea Di Vecchia, Istituto di biometeorologia, sezione di Roma, tel. 06/49937690 , email a.divecchia@ibimet.cnr.it -