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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 26 mag 2010
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Agroalimentare

Italiani, popolo di frustrati. A tavola

Informatissimi sul cibo, quattro italiani su dieci vorrebbero mangiare sano ma non ci riescono e questa debolezza li fa sentire 'frustrati'. Sono circa due milioni gli italiani che dichiarano di mangiare sempre, a pranzo e a cena, sette giorni su sette, pasta; oltre 17 milioni sono quelli che mangiano pane a ogni pasto, 14,7 milioni quelli che mangiano sempre verdura, 20,3 milioni gli italiani che non si fanno mai mancare frutta fresca, 500mila la carne e 820mila il dolce. E' quanto emerge dal primo rapporto Censis-Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani, che evidenzia anche che i 'frustrati' sono in numero superiore al quasi 33% degli italiani che dichiara di seguire una dieta sana perché l'alimentazione è tra i fattori importanti per la salute. Sono soprattutto gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%) a praticare questa tendenza salutista. Infatti, quasi il 37% degli italiani vorrebbe mangiare più sano ma non ci riesce (quasi 4 italiani su 10), quota che sale al 40,5% tra i 30-44enni, a oltre il 40% tra le donne e sopra il 43% tra le casalinghe.

Emerge un'importante segmentazione dei comportamenti con oltre un terzo degli italiani che riconosce il valore dell'alimentazione e si comporta di conseguenza, un terzo che per stile di vita, tentazioni e stress pur consapevole non riesce a comportarsi correttamente e un terzo che non è attento alla tavola per mancanza di conoscenza.
Questi in sintesi i caratteri principali delle abitudini alimentari che emergono dal rapporto e dietro i quali c'è però l'informazione. Secondo la ricerca quasi il 62% degli intervistati si è dichiarato molto informato sui valori nutrizionali, le calorie e i grassi riguardanti i vari alimenti. Non a caso il 34% ritiene che la propria alimentazione dipenda in via prioritaria da caratteristiche e scelte soggettive, il 30,4% dalla tradizione familiare e poco meno del 19% dal prezzo.

Per quanto riguarda le principali fonti di informazione, oltre alla televisione,  c'è il web (51%). Seguono i quotidiani, settimanali e periodici (34%), i familiari e gli amici (25,5%) e i negozianti e il personale nei punti vendita (25,6%).