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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 7 set 2016
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

A caccia dei segreti del merluzzo antartico

Cinquantanove giorni nel Mare di Ross a bordo del peschereccio Janas, in compagnia di pescatori neozelandesi, per cercare di svelare i segreti dell'Antarctic toothfish (Dissostichus mawsoni), tra i più grandi pesci dell'Oceano meridionale, dove costituisce la maggiore risorsa ittica antartica. Così Davide Di Blasi dell'Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr è riuscito, in collaborazione con colleghi del neozelandese National Institute of Water and Atmospheric Research (Niwa), ad assistere per la prima volta al delicato momento della deposizione delle uova di questa specie, che vive al margine del ghiaccio marino invernale.

“La missione, svolta nell'ambito del progetto Pnra-Dismas e sotto l'egida della Commissione per la Conservazione delle risorse marine antartiche (Ccamlr), aveva l'obiettivo di studiare tempi e modi di riproduzione dell'Antarctic toothfish, la sua distribuzione in quest'area dell'Oceano Meridionale e di contribuire alla comprensione del ruolo svolto nell'ecosistema antartico”, commenta Laura Ghigliotti dell'Ismar-Cnr, responsabile del progetto. “Il risultato raggiunto rappresenta un tassello fondamentale: contribuisce infatti alla ricostruzione del ciclo vitale di questo grande pesce, confermando le ipotesi finora fatte su aree e profondità alle quali si svolge il processo di deposizione delle uova. Informazioni che permetteranno di elaborare nuovi e più adeguati modelli per la gestione e la tutela di questa risorsa vivente di primaria importanza per i mari antartici”.

Pescate con retino da plancton a 500 metri di profondità hanno consentito di raccogliere le prime uova embrionate. In parallelo, a bordo, sono stati effettuati esperimenti di fertilizzazione in vitro per visualizzare e poter seguire dall'inizio lo sviluppo degli embrioni. “L'Antarctic toothfish ha la straordinaria capacità di vivere e riprodursi al di sotto di una superficie di ghiaccio che si estende per oltre 1000 chilometri dalla costa”, aggiunge Di Blasi. “Le informazioni che abbiamo acquisito possono essere integrate con vari modelli relativi alle correnti oceaniche, per prevedere più facilmente le aree in cui si spostano uova, larve ed esemplari allo stadio giovanile, e contribuire così a proteggere la specie. La partecipazione dei ricercatori italiani del Progrmma nazionale di ricerca in Antartide (Pnra) alla spedizione, nel quadro di un programma di collaborazione con la Nuova Zelanda, conferma l'importanza della cooperazione internazionale nella ricerca antartica, così come previsto dalle linee programmatiche del Pnra".

Fonte: Laura Ghigliotti, Istituto di scienze marine, Genova, tel. 010/6475418 , email laura.ghigliotti@ge.ismar.cnr.it -

Per saperne di più: - www.niwa.co.nz/news/first-winter-fisheries-survey-finds-toothfish-spawning-in-the-ross-sea