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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 7 set 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Quando una mela non basta

La cronaca si è recentemente concentrata su alcuni casi di errori medici. La piccola Asya è morta nel 2014 a Caserta a soli tre anni per un neuroblastoma al quarto stadio. Nello scorso giugno sono stati arrestati il pediatra, che l'aveva in cura e la moglie, che esercitava nella sua struttura senza avere l'abilitazione. La bambina soffriva di rigurgiti e di infezioni urinarie. I genitori si accorsero di una macchia scura durante un'ecografia ma fu detto loro di non preoccuparsi; la donna trattò il cancro non diagnosticato con antibiotico e antinfiammatorio. “Un giorno mi disse: il problema di sua figlia è lei, signora, con la sua ansia la farà diventare autistica”, racconta Maria, la mamma di Asya.

Un altro caso eclatante è quello di Marina L.: un neo sulla spalla che diventa sempre più grande fino a oltre 10 centimetri. Un medico di base e omeopata torinese, risponde alla paziente con le teorie del discusso ex medico tedesco latitante, Ryke Geerd Hamer: rifiuto delle terapie tradizionali per la lotta al cancro, solo gocce omeopatiche e training psicologico. Marina è morta a 53 anni con 13 metastasi al cervello. Negli atti dell'inchiesta appena chiusa dalla procura di Torino è presente il fitto scambio di email tra lei e la dottoressa, che è valso a quest'ultima l'accusa di omicidio. “Ciao Germana, il neo non migliora. È ancora più gonfio, sanguina, ha un cattivo odore, mi fa male ed è sempre più brutto”. La dottoressa la convince, secondo le teorie hameriane, che il cancro sparirà solo risolvendo gli shock psicologici che hanno causato il male.“Cosa stai prendendo come rimedio omeopatico? Ci vediamo presto, intanto tu lavora sul perdono e cerca di incontrare il tuo ex: è lui il tuo punto di svolta”.

Per fronteggiare casi come questi, il dott. Domenico Samorani, il chirurgo che operò Alessandra Tosi, la madre di 34 anni che ha rifiutato la chemioterapia dopo un intervento affidandosi a cure alternative e morta qualche giorno fa, propone di istituire un registro dove iscrivere tutti i non laureati in Medicina che propongono cure non convenzionali. "Vorrei che si regolamentasse il panorama di queste persone in modo da sapere chi sono, cosa fanno e quando propongono qualcosa di strano riuscire a rintracciarle", dichiara Samorani, che aggiunge: "Se queste persone collaborano con i medici e le cure che propongono sono di supporto alle terapie convenzionali per malattie gravi come i tumori, allora si può ragionare. Ma se invece propongono le lore cure come alternative valide nel caso di patologie gravi, ad esempio le neoplasie, escludendo le terapie che hanno dimostrato evidenze scientifiche, devono essere denunciati, sanzionati e nei casi estremi radiati dal registro. Esattamente quello che succede per i medici".

Sicuramente meno grave di altre ma degna di attenzione è la questione evidenziata da Enzo Bonora, past president della Società italiana di diabetologia (Sid), secondo cui vengono prescritti molti esami di routine che non tengono conto dell'evoluzione della medicina, della reale utilità per il paziente e dei costi. La Sid ha calcolato in oltre 20 gli esami di laboratorio prescritti senza appropriatezza nel 2014: evitarli farebbe risparmiare oltre 50 milioni di euro all'anno.

Purtroppo, a fronte dei casi di malasanità fanno riscontro i falsi scienziati che popolano la rete propagandando teorie campate in aria. Come ricorda l'antropologo Marino Niola su Repubblica siamo diventati “incapaci di selezionare e valutare e ci beviamo tutto quel che viene portato dalle correnti di internet. Il web ci inonda di informazioni spesso di scarsa qualità se non del tutto false, dove la gerarchia dei saperi frana e il principio di autorevolezza si polverizza, spopolano le spiegazioni semplici e soprattutto monocausali di una realtà che è invece sempre più complessa e sfaccettata, come quella contemporanea. Soluzioni consolatorie che ci danno la sensazione rassicurante di capirci qualcosa, di saperla lunga, di non farci infinocchiare dalle versioni ufficiali dei fatti”. Ma è solo un'illusione.