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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 8 giu 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

La cura del fisico

Negli ultimi 25 anni l'esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti è raddoppiata. In passato la bilancia delle dosi era 85% da esposizione naturale (raggi cosmici, sole e radon) e 15% da esposizione medica (dovuta a esami o terapie con radiazioni ionizzanti). Oggi queste percentuali sono arrivate al 50%. In seguito anche all'eccesso di esami, la comunità europea ha pubblicato la Direttiva Euratom 59 sulla radioprotezione, che l'Italia dovrebbe adottare entro il 2018. Questo documento è stato il leitmotiv del 9° Congresso nazionale dell'Associazione italiana di fisica medica (Aifm), di cui avevamo parlato in un precedente articolo e i cui risultati del congresso, svoltosi a febbraio a Perugia, sono stati esposti recentemente al Cnr.

La figura professionale dei fisici medici - laureati in fisica con ulteriore diploma di specializzazione triennale – è stata recentemente riconosciuta dal ministero della Salute come professione sanitaria e inserita nel D.lgs. Omnibus del ministro Lorenzin. Il fisico medico “è una figura professionale che applica i principi e le metodologie della fisica alla medicina, al fine di assicurare la qualità delle prestazioni erogate e la prevenzione dei rischi per i pazienti e gli operatori”, spiega Michele Stasi, neopresidente dell'Aifm, che aggiunge: “Soprattutto nella diagnosi e nella cura di tumori, dove il progresso scientifico e tecnologico è stato enorme, questa disciplina assume una rilevanza fondamentale”.  “Oltre 600 i partecipanti e più di 500 i lavori presentati. Abbiamo inoltre assegnato un premio ai 6 migliori studi under 35”, aggiunge il presidente del congresso Gianni Gobbi.

L'unione tra fisica e scienza medica è orientata all'evoluzione del settore. “La fisica applicata alla medicina costituisce un potente motore per l'innovazione del mondo sanitario: ne è prova la lunga lista di Nobel per la medicina assegnati ai fisici. Tra i più recenti quelli per l'invenzione della Tac e della risonanza magnetica, strumenti che hanno rivoluzionato la diagnostica per immagini”, spiega Cesare Gori, presidente del Comitato scientifico. “Grazie alla qualità della diagnostica, i chirurghi possono operare sul paziente con tempi e precisione maggiori”. Precisione garantita anche dal supporto fornito da un'altra disciplina. “Soprattutto per quanto concerne la diagnostica, la fisica è coadiuvata anche dalla metrologia, ossia la scienza delle misure, grazie alla quale riusciamo anche a quantificare gli effetti delle radiazioni e verificare possibili danni”, conclude Oriano Bottauscio dell'Istituto nazionale per la ricerca metrologica.