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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 6 lug 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

A tavola non si fanno miracoli

Emma Murano ha tirato un bello scherzetto a dietologi e salutisti: a quanto si legge la signora di Civiasco (Vercelli) – 116 anni, record assoluto di longevità - mangerebbe tutti i giorni due uova crude, latte e carne, contraddicendo le avvertenze della moderna scienza alimentarista sulla riduzione del consumo di grassi animali. Nel menù della Regina Elisabetta - altra campionessa di sopravvivenza e longevità: 90 anni, una ragazzina in confronto a Emma, ma con un carico di attività e responsabilità notevolmente superiore – troviamo invece corn flakes, pesche, toast, marmellata, pesce, zucchine, dolci, salmone, maionese, prosciutto, gin, selvaggina, pesce, pudding: stavolta frutta e verdura, raccomandatissime come elisir di lunga vita, sono presenti, però assieme ad alcuni alimenti spesso condannati come veleno puro.

Dunque, che fare? Quale regime dietetico seguire per assicurarci un'esistenza lunga e sana? Stando alle ultime ricerche delle quali si abbia notizia, dovremmo consumare: grana padano contro l'ipertensione (studio dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza), asparagi, arance, mirtilli e cavolo per combatterebbe le infiammazioni croniche (proteggerebbero il sistema immunitario grazie a frammenti di microRna, informa la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige), magari speziati con la curcuma, definita come “nuovo alleato contro Alzheimer e ictus” in base a uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition. Sono poi ormai noti a tutti gli effetti benefici della Dieta Mediterranea che "va a riequilibrare quanto può danneggiarsi nell'organismo per stress, inquinamento, squilibri nel regime alimentare", come afferma il deputato e medico Vittoria D'Incecco. La hot list raccomandata da Elisabetta Menna degli Istituti Humanitas di Rozzano e di neuroscienze del Cnr, riportata con enfasi da molti organi di informazione e comunicazione, inanella poi: uova, germe di grano, arachidi, merluzzo, semi di girasole, caffè e cioccolato fondente, “alcuni dei cibi più amici del cervello e della memoria" perché "ricchi di colina, un coenzima essenziale ovvero una molecola importante per mantenere integra la struttura cellulare e le funzionalità del sistema nervoso" nonché prodighi di "vitamina B".

La colpa non è ovviamente dei ricercatori, che studiano e comunicano i risultati dei loro studi, né dei media che fanno il loro dovere di darne notizia: certo però che l'elenco degli alimenti di cui ci si suggerisce il consumo si allunga ogni giorno e va dalle verdure fibrose all'olio extravergine d'oliva, dal riso rosso per ripulire le arterie dal colesterolo fino al bicchiere di vino rosso quotidiano per assicurarsi l'antiossidante resveratrolo. Parimenti, si allunga quello dei cibi vietati o fortemente sconsigliati. Come orientarsi, come comporre una dieta equilibrata e benefica tra tante indicazioni, spesso presentate in modo molto assertivo e apodittico? L'equivoco sempre in agguato è pensare che ci siano panacee o rimedi taumaturgici, come gli spinaci di Braccio di Ferro, le noccioline di Superpippo o la birra che, secondo un vecchio modo di dire, farebbe campare 100 anni.

Proprio la birra, tra l'altro, rientra nella top ten dei consumi italiani fotografati dalla Nielsen: in particolare, quelle rosse (+11,6%). La stessa statistica segnala poi il successo di sostituti del latte e yogurt magro, nonché quello di prodotti bio, gluten free e light, che assieme a quelli vegani, kosher e halal compongono in Italia un business da tre miliardi di euro l'anno, come reso noto all'ultimo Cibus di Parma. Ma l'indagine evidenzia anche il boom di frutta secca, snack salati (+35,8%), affettati, sughi e piatti (+29,3%) pronti, caffè in capsule (+16%). Tendenze, queste ultime, evidentemente riconducibili più alla piacevolezza e comodità dei prodotti, che non alla loro salubrità. A dire quanto le differenze individuali e le predisposizioni genetiche contino, nel rapporto tra alimentazione, stili di vita, longevità e salute, il gastronomo Davide Paolini assicura che bere un caffè dopo cena lo fa “dormire come un angioletto”, smentendo l'effetto eccitante che la bevanda induce sulla maggioranza dei consumatori.

In questo guazzabuglio, in effetti, per il comune consumatore orientarsi non è facile. Basti dire che i grassi contenuti in latte, burro e formaggi sono stati ripetutamente e recentemente rivalutati tanto che negli Usa, anticipatori di molte nostre tendenze, il consumo di latte intero segna nel periodo recente un +11%, contro quello di latte scremato che segna un -14%. Impossibile quindi trarre una conclusione univoca, ma è senz'altro opportuno diffidare delle correnti troppo modaiole e cercare di ridurre la nostra soggezione alla pubblicità. Come ricordava di recente il chimico del Cnr Matteo Guidotti l'avvertenza degli antichi, per cui è soprattutto la quantità a fare il veleno o il farmaco curativo, è sempre preziosa.

Marco Ferrazzoli