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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 8 giu 2016
ISSN 2037-4801

Focus - Tendenze  

Tecnologia

Il futuro dell'auto è… ibrido

Il settore dei trasporti vede ancora il prevalente impiego di mezzi alimentati con combustibili di origine fossile, caratterizzati da alte prestazioni, ma anche estremante inquinanti. Qualcosa però sta cambiando, grazie a una maggiore coscienza e consapevolezza che tali combustibili costituiscono una risorsa limitata, proveniente in molti casi da paesi contraddistinti da forte instabilità politica.

“Lo sviluppo di tecnologie di trasporto in grado di garantire una mobilità sostenibile è oggetto di un sempre crescente interesse dal punto di vista socio-economico e scientifico”, spiega Ottorino Veneri, ricercatore dell'Istituto motori (Im) del Cnr. "In particolare, i veicoli ibridi termico-elettrici, per i quali il sistema di propulsione è basato su un motore elettrico che lavora in sinergia con quello termico, costituiscono allo stato attuale una valida alternativa a quelli convenzionali, in quanto le emissioni inquinanti e i consumi di combustibile, associati all'azione combinata dei due propulsori, risultano inferiori rispetto a quelli dei veicoli dotati di solo motore termico, specialmente in ambito urbano. Tali veicoli ibridi costituiscono inoltre la premessa per una prospettiva futura di diffusione di veicoli ecologici con propulsione totalmente elettrica”.

Allo stato attuale, osservando i numeri del mercato automobilistico italiano, le auto ibride rappresentano ancora un settore di nicchia. “Nel 2015 sono state vendute solo 25.000 autovetture, ma se si analizzano le vendite degli anni scorsi le quote di mercato registrano una crescita costante, in quanto si passa da una percentuale di 0,14% del 2007 all'1,6% del 2015 (fonte Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)”, continua il ricercatore dell'Im-Cnr.

Cause del lento avanzamento commerciale dei veicoli ibridi e di quelli full electric, sono le ancora ridotte prestazioni dei sistemi di accumulo elettrochimico (ovvero le batterie, che rappresentano il serbatoio energetico del motore elettrico), i tempi prolungati richiesti per la loro ricarica e il costo elevato di tali dispositivi. “Il recente sviluppo di accumulatori a base di litio ha però dato il via a una nuova generazione di veicoli ibridi ed elettrici, caratterizzati da costi e prestazioni sempre più confrontabili con quelli tradizionali”, precisa Veneri. “La gran parte di questi nuovi veicoli, denominati plug-in, prevede la possibilità di ricaricare il pacco batteria di bordo anche mediante la connessione alla rete elettrica domestica e/o alle stazioni di ricarica dedicate, garantendo elevati valori di autonomia del veicolo in modalità esclusivamente elettrica e una riduzione dei costi di rifornimento".

Dall'analisi dei diversi scenari sulla diffusione dei veicoli ibridi si evidenzia che la loro quota di mercato è destinata a crescere fino al 15% entro il 2030. “La diffusione capillare di adeguate infrastrutture di ricarica, che consentano di rifornire i veicoli in tempi rapidi, influenzerà positivamente gli acquirenti di queste auto, comportando nella migliore delle ipotesi il raggiungimento per i veicoli ibridi di quote pari a circa il 40% entro il 2030, aprendo così reali prospettive di un'ampia diffusione di mezzi a propulsione totalmente elettrica in un prossimo futuro”, conclude il ricercatore.

Federica Fumante

Fonte: Ottorino Veneri, Istituto motori, Napoli, tel. 081/7177143 , email o.veneri@im.cnr.it -