Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 5 - 4 mag 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

La rete della ricerca è cresciuta. Un miliardo di volte

Il 1986 fu un anno storico per l'Internet italiano, oltre che per il primo collegamento in rete, anche perché ha segnato la nascita del Garr, il gruppo che ha permesso alle prime reti informatiche italiane allora esistenti, tutte nate dal mondo della ricerca (Cnr, Infn, Enea) e delle università, di comunicare fra di loro con un linguaggio condiviso.

Sotto gli auspici del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, il team 'Gruppo di armonizzazione delle reti della ricerca' mise insieme alcuni pionieri del mondo scientifico che, aggregando le risorse dei diversi enti in un'ottica condivisa, realizzarono la prima dorsale nazionale, 'antenata' dell'infrastruttura che oggi connette oltre 1.000 sedi tra università, centri di ricerca, istituti culturali e scuole. La rete Garr ha una velocità di banda nell'ordine dei Gbps, una capacità aggregata della dorsale di circa 2 Terabit/sec, 90 Punti di presenza (PoP) sul territorio nazionale e più di 2,5 milioni di utenti connessi. Dai kbps dei primi collegamenti si è arrivati al Terabit di oggi, un'unità di misura un miliardo di volte più grande. “Quando, nel febbraio del 1986, il prof. Carlini, allora consigliere del Ministro della ricerca scientifica, convocò il gruppo di esperti sulle reti costituendo il Garr, avvenne qualcosa di straordinario”, racconta Enzo Valente, pioniere del Networking in Italia e primo direttore del Consortium Garr. “Coloro che erano impegnati nello sviluppo delle reti per conto dei rispettivi enti e università decisero di superare i singoli protagonismi e collaborare entusiasticamente per creare qualcosa di unico e condiviso”.

La rete Garr è stata la prima rete telematica diffusa sul territorio nazionale. Il suo numero di registrazione tra le reti di tutto il mondo è 137, cifra che la rende prima in Italia e terza in Europa. Per fare un confronto, Ibm è al 163 e il Cern al 513. Google o Facebook sono oltre il numero 15.000. Non ha finalità di lucro e supporta il lavoro quotidiano di milioni di utenti tra ricercatori, docenti e studenti. Avere un'infrastruttura proprietaria fatta di fibre e apparati significa per la comunità della ricerca e dell'istruzione avere soluzioni capaci di crescere adeguatamente nel tempo, senza nuovi investimenti.

Se le classifiche mostrano un'Italia che arranca nella copertura della banda ultralarga e con un forte divario digitale interno, lo stesso non può dirsi per l'ambito dell'università e della ricerca, che grazie alla rete Garr compete e collabora, al pari delle altre nazioni a livello mondiale, anche in quelle aree del Paese solo marginalmente raggiunte dagli operatori commerciali.