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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 6 apr 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Un ritrovamento straordinario

Un tesoro archeologico nazionale è stato recuperato nei caveau del Porto franco di Ginevra dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, in collaborazione con le autorità svizzere. Sottratte negli anni '70 e '80 dai siti di Etruria, Sicilia, Puglia, Campania e Calabria le opere, stipate in oltre 45 casse di legno e valutate circa 9 milioni di euro, erano state acquistate dal mercante inglese Robin Symes e destinate alla vendita in Inghilterra, Giappone e Usa. Grazie all'azione congiunta Italia-Svizzera verranno ora riportate nei luoghi di origine. "Ancora una volta la collaborazione tra Paesi porta a ottimi risultati", commenta il ministro Franceschini.

Si tratta di sarcofagi etruschi e romani, busti in marmo, statue, vasi e soprattutto un gruppo di lastre dipinte, considerate dagli esperti eccezionali, datate tra la metà e la fine del VI secolo a.C. e frutto della spoliazione di un tempio etrusco di Cerveteri. “È uno dei recuperi più importanti degli ultimi decenni", spiega la soprintendente dell'Etruria meridionale Alfonsina Russo, “prima avevamo solo frammenti sparsi nel museo etrusco di Villa Giulia e le lastre dipinte da Boccanera e Campana, conservate rispettivamente al British Museum e al Louvre, che provengono però da due sale mortuarie. Questo recupero straordinario consentirà di fare nuova luce sulle botteghe che fiorirono in quell'epoca in Etruria con artigiani provenienti dalla Grecia. Sarebbe opportuno fare subito un restauro e farlo magari davanti al pubblico”.

Emanuele Guerrini