Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 3 - 9 mar 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

I diari della carota

I ricercatori del Dipartimento di chimica dell'Università di Firenze, Rita Traversi, Roberto Udisti, Mirko Severi e Silvia Becagli, hanno dimostrato l'efficacia delle stratigrafie di nitrati presenti nelle carote di ghiaccio estratte al Polo Sud, come indicatori di un particolare evento, noto come Laschamp: una forte anomalia nel profilo di concentrazione del Berillio 10 (10Be), un nuclide radioattivo usato per lo studio dei raggi cosmici sulla Terra in epoche passate.

Lo studio, pubblicato su 'Scientific Reports’, ha dimostrato che l'evento ha prodotto un indebolimento dello schermo della Terra nei confronti dei raggi cosmici, che sono così penetrati all'interno della sua atmosfera, come testimonia la presenza nel ghiaccio degli isotopi cosmogenici, come il 10Be. "Laschamp è stato l'evento geomagnetico più intenso degli ultimi 50.000 anni”, spiega Traversi. “Ha portato a una quasi-inversione di polarità del campo magnetico terrestre ed è stato osservato fin dagli anni '80 in entrambi gli emisferi in numerosi archivi climatici, come rocce vulcaniche, carote di sedimenti marini e di ghiaccio. I nitrati presenti nel campione hanno dimostrato una sensibilità al flusso dei raggi cosmici paragonabile a quella del 10Be, durante il Laschamp, e potranno quindi essere utilizzati come marker anche per ricostruire le passate variazioni dell'attività solare".

La ricerca, realizzata nell'ambito del progetto internazionale 'Epica - European Project for Ice Coring in Antarctica’, è stato svolto in collaborazione con Sami Solanki del Max-Planck Institute for Solar System Research di Goettingen (Germania) e Ilya Usoskin del Dipartimento di fisica dell'Università di Oulu (Finlandia). La carota di ghiaccio utilizzata per il lavoro è stata estratta nella base di ricerca italo-francese 'Concordia’, nel sito di Dome C sul plateau antartico. È lunga 3.233 metri e copre un arco temporale record di quasi un milione di anni, che comprende gli ultimi nove cicli di glaciazioni.

Emanuele Guerrini