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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 10 feb 2016
ISSN 2037-4801

Focus - Emergenze  

Socio-economico

Migranti, un dramma reale ma strutturale

Gli arrivi dei migranti sulle coste italiane non sono certamente una novità di questi ultimissimi tempi. Per quelli che conservano memoria degli sbarchi di migranti provenienti dall’Albania che hanno caratterizzato gli anni '90 del secolo scorso, anzi, i recenti avvenimenti rappresentano un déjà-vu. Certo, ci sono differenze, tra i paesi di origine delle ondate della prima ora e quelle attuali, dettate dal diverso contesto di frizione internazionale. Ma il punto è se siamo realmente di fronte a un’emergenza, considerata l’entità del fenomeno ormai consolidato, anche se la sua concentrazione prevalente corrisponde all’incirca al periodo primavera – estate, quasi fosse un fenomeno di stagione.

“Vedere le migrazioni come un'emergenza è tutt’altro che scontato. Per lungo tempo esse sono state intese come un fenomeno di natura prevalentemente socio-economica legato al lavoro, mentre solo negli ultimi decenni è stato affrontato soprattutto secondo un approccio definito 'securitario’ relativo alla sicurezza” osserva Mattia Vitiello dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr.

Per un paese come l’Italia, tra gli ultimi in Europa a essere stato interessato dalle migrazioni, in una situazione come l’odierna l’associazione con sicurezza ed emergenza può essere comprensibile. “Quanto questo possa essere vero è testimoniato dal fatto che al centro del dibattito pubblico gli aspetti sociali legati alla presenza degli immigrati passano decisamente in secondo piano, lasciando la scena a una retorica, soprattutto da parte dei mass media, che tende a enfatizzare l’idea del pericolo e della minaccia che l’arrivo massiccio di queste genti potrebbe a vario titolo rappresentare per il nostro Paese” continua Vitiello. La politica di accoglienza di questi flussi, imperniata sui centri o sulle strutture di ricezione, viene dunque “e pensata attraverso un 'frame' teorico-politico che fa riferimento alle minacce all’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”.

Occorre rimarcare che a questa cosiddetta emergenza, si mescolano anche le necessarie esigenze di primo soccorso e di controllo dei migranti, soprattutto alle frontiere marine. “In una situazione di sbarchi numerosi, enfatizzata fino ad assumere i contorni di una vera e propria crisi, l’accoglienza acquisisce i caratteri di una misura straordinaria, la cui gestione resta a discrezione delle forze di sicurezza, e legittima le prassi di controllo attraverso l’uso di mezzi eccezionali”, aggiunge Marco Accorinti dell’Irpps-Cnr.

La domanda di fondo è se sia possibile un altro approccio secondo dinamiche differenti, che superino l’attuale regime emergenziale.  “Da un lato, certamente si deve andare oltre i processi di drammatizzazione che portano alla repentina adozione di provvedimenti e misure speciali. Dall’altro lato, occorre riflettere sul progressivo istituzionalizzarsi di strumenti di controllo che agiscono nella pratica quotidiana, senza vistose fratture dell’ordine normativo”, conclude Accorinti.

Emanuele Grimaldi

Fonte: Marco Accorinti, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724274 , email marco.accorinti@irpps.cnr.it - Mattia Vitiello, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Penta di Fisciano , email mattia.vitiello@irpps.cnr.it -