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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 16 dic 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Emanuele Guerrini

Cultura

L'importanza della memoria

Dal 7 dicembre, Gaetano Perusini è ricordato da un francobollo commemorativo da 95 centesimi di euro, emesso nel centenario della sua morte dalle Poste italiane. Il 10 dicembre scorso, inoltre, è stato inaugurato a Roma il 'Caffè Perusini-Alzheimer’, uno spazio di incontro e condivisione dedicato a chi si trova ad affrontare le difficili problematiche connesse alla demenza e a questa malattia.

Una vita breve, intensa e dedicata allo studio e alla cura dei propri pazienti, quella del medico friulano di nobili origini, nato nel 1879 vicino Udine. A soli 22 anni si laurea in medicina con una tesi di antropologia criminale. Frequenta poi il manicomio della Lungara ed entra in contatto con Ugo Cerletti, ideatore dell'elettroshock, con cui scrive numerose pubblicazioni. Professore di Psichiatria e neuropatologia all'Università di Roma, all'inizio del Novecento è tra i personaggi più noti della scienza sanitaria: neuropsichiatra, anatomopatologo e neurologo, è assieme ad Alois Alzheimer, nella clinica psichiatrica di Monaco di Baviera, uno degli scopritori del morbo senile che prenderà il nome da entrambi, contribuendo in modo fondamentale agli studi di questa malattia. I suoi studi neuropatologici restano, dopo oltre un secolo, di grande attualità scientifica.

Perusini è anche redattore capo della 'Rivista sperimentale di psichiatria’ e dei 'Folia neurobiologica’, editi a Lipsia, e collaboratore delle principali riviste mediche europee e statunitensi, raggiungendo una fama mondiale. Dopo lo scoppio della prima Guerra mondiale si arruola però volontario nell'esercito come semplice sergente medico e in breve tempo ottiene due promozioni: prima a tenente e poi a capitano. Muore a 36 anni, l’8 dicembre 1915 a Cormons, per le gravissime ferite causate da una granata austriaca, mentre stava curando i feriti ricoverati nella propria villa, da lui adibita a sezione di sanità. L’anno seguente gli viene conferita la medaglia d’argento alla memoria.

Emanuele Guerrini