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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 18 nov 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Emanuele Guerrini

Salute

Una questione di pelle

In 7 casi su 10 sono passati da uno specialista a un altro per ottenere una diagnosi corretta e il 50% si è rivolto in media a 4 diversi medici prima di individuare un interlocutore a cui affidarsi per le cure. Percorsi difficili, che influiscono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti affetti da psoriasi. Secondo un recente studio del Censis l'impatto psicologico della patologia è forte, tra la paura di un aggravamento (65%), la vergogna per i segni sul corpo (56%), il timore di essere percepiti come contagiosi (52%) e l’ansia da ricomparsa dei sintomi, che nei casi più gravi sfocia in depressione (48%). I dermatologi stessi, nell’80% dei casi, auspicano una ridefinizione della rete sanitaria sul territorio, per garantire un percorso migliore e una più capillare offerta assistenziale ai pazienti.

L’indagine ha coinvolto 300 soggetti, 56 dermatologi e 21 farmacisti ospedalieri. Contestualmente, il documento multidisciplinare sulla psoriasi, firmato da 5 società scientifiche e dall'Associazione dei pazienti psoriasici, con il contributo di Novartis, ha espresso chiare indicazioni sulle necessità di intervento per migliorare il modello assistenziale. È emersa la necessità di una maggiore informazione e formazione per i medici di medicina generale, un miglior collegamento fra dermatologi e centri di cura, una più accurata distribuzione della rete sul territorio per abbreviare i tempi della diagnosi e una più omogenea allocazione delle risorse per le terapie più innovative.

“La psoriasi è una patologia ancora troppo sottovalutata, è necessario favorire una continua opera di informazione verso tutti, dalle istituzioni socio-sanitarie che possono contribuire con risorse, all’opinione pubblica per abbattere lo stigma nei confronti dei pazienti", sottolinea Mara Maccarone, presidente dell’Associazione per la difesa degli psoriasici (Adispo). "Momenti di confronto sono fondamentali per migliorare la gestione di questa patologia”.

Emanuele Guerrini