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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 21 ott 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Scoperte e invenzioni  

Salute

Il giovane favoloso? Fiducia e prudenza

"Il vincitore è un sognatore che non si è mai arreso" recita un celebre aforisma di Nelson Mandela. La storia di Jack Andraka, il giovane studente statunitense che ha scoperto una rivoluzionaria metodica per l'individuazione del cancro al pancreas in una fase precoce, quando le possibilità di sopravvivenza risultano più elevate, sembra proprio una di quelle sospese tra il sogno e la realtà. E lui stesso la racconta nel libro autobiografico 'Basta un ragazzo’, ripercorrendo le fasi che gli hanno consentito di mettere a punto un test innovativo che, per giunta, sarebbe più economico, veloce e affidabile di quelli attualmente usati dalla medicina ufficiale.

Jack, a quel tempo, era uno studente liceale. La storia ha suscitato, dunque, forte interesse mediatico e, se confermata in toto, parrebbe fin troppo bella e in linea con il 'sogno’ della società americana secondo cui a chiunque è possibile perseguire qualunque traguardo.

Francesco Cucca, direttore dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica (Irgb) del Consiglio nazionale delle ricerche, evidenzia quanto risulti difficile, allo stato attuale, esprimere giudizi: "È complicato entrare nel merito perché Jack Andraka non ha ancora pubblicato i dettagli del suo lavoro, cioè metodi e risultati. E pur con tutte le difficoltà e le ingiustizie presenti nei sistemi di valutazione, il sistema di 'Peer review’ rappresenta pur sempre la via maestra per sottoporre quello che si fa al vaglio della comunità scientifica internazionale".

Il giovane studente del Maryland racconta che ha reperito dal web tutto il materiale utilizzato per eseguire le sue ricerche, incluso il database di 8.000 proteine, potenziali indicatori del cancro al pancreas, da cui è risalito alla mesotelina quale elemento chiave per arrivare al suo test, simile a quello applicato per esami di sangue e urina.

Di più non si sa per ora: troppo poco per fornire un giudizio risolutivo. "È opportuno quindi un atteggiamento di prudenza sia da parte della comunità scientifica sia del pubblico generalista, interessato alla scoperta in veste di potenziale utilizzatore della metodica. Certo, 'fare il tifo’ per Jack e per quanti come lui si impegnano per risolvere problemi rilevanti per l'umanità tutta, viene spontaneo. A patto", sostiene Cucca, "che non ci si abbandoni a facili entusiasmi che potrebbero rivelarsi fuorvianti ed illusori".

Marco Serio

Fonte: Francesco Cucca, Istituto di ricerca genetica e biometica del Cnr di Cagliari, tel. 070/6754653 , email francesco.cucca@irgb.cnr.it -