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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 23 set 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Meteo  

Cultura

Meteorologo a chi?

A molti è capitato di ritrovarsi nel bel mezzo di un temporale 'non previsto’ o di controllare assiduamente il meteo nella speranza che le previsioni non cambiassero all’ultimo momento, mandando all’aria il fine settimana tanto atteso. Oltre al cittadino-utente, anche molte categorie commerciali basano sul meteo la loro attività: una per tutti quella degli albergatori. L’aumento dell’offerta di informazione meteorologica sta ponendo però problemi fondamentali: chi sono i meteorologi e come si diventa tali?

“In realtà, la professione di 'meteorologo’ non esiste, non essendo stata ancora ufficialmente riconosciuta. Non esiste una laurea in meteorologia e l’unico percorso attualmente praticabile è quello in fisica”, chiarisce Teodoro Georgiadis dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Bologna. Mancando il riconoscimento della professione si è assistito al proliferare di fonti di informazione soprattutto web, più attente al marketing che al rigore scientifico. “C’è il rischio di produrre un clima di sfiducia nei confronti di una disciplina che vanta radici scientifiche profonde, ma che per sua natura è probabilistica”.

"Alcuni siti commerciali applicano autonomamente ai dati della rete mondiale di rilevamento modelli fisico-matematici sviluppati in ambito scientifico-operativo, non possiamo però escludere che esistano alcuni siti che si limitano a utilizzare le previsioni effettuate da altri per fare delle elaborazioni di scarsa accuratezza”, precisa Georgiadis.

Ad aggravare la situazione, la frammentazione e disomogeneità dell’offerta istituzionale: al Servizio meteorologico dall’Aeronautica militare, si affiancano i Servizi meteorologici regionali. “Per questi motivi è necessario attivare un percorso di certificazione professionale affinché chi ha titolo, ovvero possiede i requisiti di competenza, conoscenza ed esperienza necessari, sia chiaramente riconosciuto, così da fornire un riferimento certo per il cittadino. Si potrebbe ad esempio seguire il modello inglese dell’Uk Met-Office, che prepara il percorso formativo alla professione”, continua Georgiadis.

Peraltro il nostro Paese riconosce l’Organizzazione mondiale della meteorologia (World Meteorological Organization, Wmo), struttura delle Nazioni unite, nelle cui raccomandazioni vengono espressamente indicate le competenze della professione. Il ruolo di verifica di tali competenze attualmente spetta all’Aeronautica militare. “L’assenza di una laurea impone un controllo preciso delle raccomandazioni espresse dal Wmo nel documento 1083 del 2012”, prosegue l’esperto. “Ed è anche a valle di questa ricognizione che i nostri professionisti possono partecipare al sistema europeo”.

E allora, come riconoscere una persona competente? “Chi compare in tv indossando una divisa ha per certo il riconoscimento dell'Aeronautica, per gli altri è difficile risalire al percorso formativo. Le previsioni offerte dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica, sembrano forse possedere meno appeal di altre, più votate al sensazionalismo”, spiega il ricercatore dell’Ibimet-Cnr. “Ma è proprio la corretta informazione offerta da Servizi rispondenti alla normativa internazionale che consente di porre i nostri professionisti a standard internazionali, permettendoci di competere con paesi con più lunghe tradizioni di standardizzazione”.

Recentemente si è aperta una nuova stagione per le professioni con l’entrata in vigore della Legge 4/2013, indirizzata alle professioni che non rientrano nelle attività ordinistiche (architetti, medici, ingegneri, ecc). “La speranza è che questo movimento dia spazio anche alla figura del meteorologo, come professione basata sul 'saper fare’ e sulla pratica operativa 'on the job’ (l’esperienza lavorativa maturata in un ambiente professionale operativo adeguato), più adatte a un sapere che cambia a sempre maggiore velocità, difficilmente afferrabile dai vecchi sistemi”, conclude Georgiadis.

Laura Cardinale

Fonte: Teodoro Georgiadis, Istituto di biometeorologia, Bologna, tel. 051/6399006 , email t.georgiadis@ibimet.cnr.it -