Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 26 ago 2015
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

L'arcipelago della Maddalena 'sorvegliato' dal Cnr

Si è conclusa a luglio la prima campagna di monitoraggio di alcune delle spiagge più belle e più a rischio dell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna: la famosa 'spiaggia rosa’ e quella dei Cavalieri nell’isola di Budelli, e la spiaggia di Santa Maria.  

L’iniziativa rientra nel piano di azioni previste dall’accordo quadro siglato dal Cnr con l’Ente parco nazionale della Maddalena, per verificare lo stato del territorio e mettere in atto misure di salvaguardia dell’ambiente che caratterizza questo straordinario angolo di Mediterraneo. A compiere i primi rilievi, due team di ricerca delle sezioni di Oristano e Napoli dell’Istituto per l’ambiente marino-costiero (Iamc) del Cnr, guidati rispettivamente da Giovanni De Falco e Renato Tonielli.

“La prima campagna di misure si è concentrata su tre litorali che presentano problematiche di erosione a diversi livelli: l’attività di studio, condotta mediante innovative metodologie di geofisica, ha comportato rilievi batimetrici e topografici, analisi della morfologia del fondale e dei sedimenti presenti e misure oceanografiche”, spiega De Falco. “L’obiettivo era comprendere le cause dei fenomeni di erosione, facendo emergere eventuali criticità ambientali e fattori antropici rilevanti, in modo da poter fornire indicazioni per una migliore mitigazione e gestione delle problematiche presenti nell’area”.

Lo studio non lascia spazio a dubbi: se la 'spiaggia rosa’ di Budelli, da anni chiusa all’accesso turistico, presenta un ottimo stato di conservazione, altrettanto non si può dire per gli altri due tratti presi in esame. “La Spiaggia dei Cavalieri, sempre a Budelli, presenta un elevato livello di erosione, probabilmente dovuto al progressivo arretramento delle 'praterie’ di posidonia; mentre a Santa Maria è proprio la presenza antropica, e in particolare la costruzione di un molo per l’attracco di imbarcazioni, che ha innescato e via via peggiorato lo stato di erosione”, aggiunge il ricercatore.

La campagna effettuata è la prima di quattro che verranno realizzate nell’arco temporale di un anno: al fine di ottenere una conoscenza il più possibile completa delle dinamiche dei processi costieri, infatti, le misure dovranno essere ripetute nelle stesse zone anche in autunno, inverno e primavera.

“Il nostro compito è fornire un supporto scientifico per migliorare la programmazione degli interventi e delle attività gestionali dell’area da parte dell’Ente Parco”, conclude il ricercatore. “A lungo termine, l’accordo potrà prevedere anche altre azioni di controllo su più fronti, sia a terra sia a mare, che vadano nella direzione di salvaguardare e conservare l’inestimabile patrimonio paesaggistico e di biodiversità dell’arcipelago”. 

Fonte: Giovanni De Falco, Istituto per l'ambiente marino costiero, TORREGRANDE-ORISTANO, tel. 0783/229135 , email giovanni.defalco@cnr.it -