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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 26 ago 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Emanuele Guerrini

Cultura

La nuova serialità dalla tv al web

“La serialità è un dispositivo del contemporaneo che traccia i contorni di una rete generata dalle dinamiche di produzione, distribuzione e consumo nella loro totalità di strutture istituzionali, discorsi e pratiche”, ha detto Giovanni Boccia Artieri, organizzatore con Laura Gemini ed Erika D’Amico del convegno 'Media Change – Serialization Landscapes: Series and Serialization from Literature to the Web’ svoltosi nello scorso luglio, presso il Dipartimento di scienze della comunicazione e discipline umanistiche (Discum) dell’Università di Urbino. “Nel corso del convegno l’ecosistema neo-seriale si è mostrato in tutta la sua complessità: dalle web series, alle produzioni per distribuzione a pacchetto, come Netflix; dalle pratiche di fruizione multi-piattaforma a quelle su Twitter, Facebook, Instagram”.

Studiosi nazionali e internazionali si sono confrontati sulle nuove frontiere della comunicazione seriale, oggetto di crescente interesse da parte del pubblico, soprattutto giovanile. Il second-screen, la tendenza a postare commenti e osservazioni mediante tablet, pc o smartphone è soltanto uno degli aspetti che caratterizzano la comunicazione al tempo dei consumi digitali, in grado di proiettare lo spettatore in una dimensione fruitiva sempre più fidelizzata. Tra gli speaker: Roberta Pearson (Università di Nottingham), Massimo Scaglioni (Università Cattolica di Milano) e Oliviero Ponte di Pino (Iulm di Milano).

Ad aprire i lavori il rettore dell’Università di Urbino Vilberto Stocchi, il pro-rettore alle relazioni pubbliche Bernardo Valli e il direttore Discum Lella Mazzoli, intervenuta alla presentazione dei risultati della nuova indagine dell’Osservatorio News-Italia, curata dal Laboratorio di ricerca sulla comunicazione avanzata (Larica). L’indagine 2015 è dedicata al rapporto tra informazione e serialità: i risultati, illustrati da Stefania Antonioni e Fabio Giglietto, hanno messo in evidenza il tasso di gradimento riscosso dalle serie tv (46% del campione intervistato) rispetto ad altri tipi di narrazione più lineari e tradizionali: sceneggiati brevi (30%), soap opera (16%), web-series (5%). Pur nella loro trasversalità, le serie tv si rivelano una tipologia narrativa generazionale: il 72% dei giovani ne segue le vicende con maggiore interesse rispetto alle altre classi di età. Il genere preferito è il 'crime’ (74%), seguito dallo 'storico’ (58%) e dal 'medical drama’ (52%). “I dati evidenziano la diffusione di modelli narrativi complessi, fino ad oggi appannaggio quasi esclusivo della televisione”, dice Lella Mazzoli. "Agli spettatori piace sempre di più lo storytelling e le serie tv rispecchiano i gusti degli spettatori che chiedono sempre più modalità di racconto complesse”.

Andrea Lombardinilo