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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 24 giu 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Rosanna Dassisti

Salute

Nuovo farmaco per le 'assenze epilettiche'

Una nuova terapia potrebbe essere impiegata con maggiore efficacia e precisione contro le 'assenze epilettiche’, una patologia che colpisce prevalentemente i più giovani. I ricercatori dell’unità di Neurofarmacologia dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) Neuromed di Pozzilli (Is), nell’approfondire gli effetti di un nuovo farmaco e le interazioni con un altro già usato per l’epilessia, la tiagabina, hanno scoperto che potrebbe essere efficace per ridurre il numero e la durata delle assenze. Lo studio è stato pubblicato su 'Epilepsia’.

Le assenze epilettiche colpiscono in prevalenza i bambini, che durante un attacco si bloccano all’improvviso, guardando fisso nel vuoto. In alcuni casi si possono presentare movimenti automatici o possono essere pronunciate parole senza senso. Dopo alcuni secondi il bambino riprende ciò che stava facendo senza ricordare nulla dell’'assenza’. I farmaci in uso presentano alcune difficoltà, a cominciare dalla refrattarietà che porta il 20% dei pazienti a non rispondere alla cura. Inoltre, possono verificarsi seri effetti collaterali oppure la perdita dell'efficacia del farmaco nel tempo.

Il gruppo di ricerca del Neuromed, coordinato dal Dottor Richard Ngomba, si occupa dal 2011 di terapie sperimentali per curare le assenze epilettiche e aveva già contribuito alle ricerche individuando due molecole che agiscono sui recettori metabotropici per il glutammato (mGlu), uno dei neurotrasmettitori che consente la comunicazione tra una cellula nervosa e l’altra. La ricezione di questa comunicazione è affidata a proteine presenti sulla membrana cellulare capaci di 'catturare’ la particolare molecola e 'trasmettere’ il suo messaggio modificando il comportamento della cellula a cui appartengono. Questi recettori sono attualmente allo studio come bersagli molto promettenti per una serie di patologie neurologiche.

“In modelli animali da esperimento, due molecole che agiscono rispettivamente sui recettori mGlu1 e mGlu5, modulando la loro attività, avevano mostrato efficacia nel ridurre il numero e la durata degli attacchi, misurabili attraverso segni caratteristici che compaiono nell’elettroencefalogramma (i complessi punta-onda)”, spiegano i ricercatori. I farmaci erano stati quindi testati per valutare la loro efficacia nel corso del tempo.

Da quelle prime ricerche, uno dei due composti è risultato promettente. Ora, con lo studio appena pubblicato, sono stati chiariti meglio i suoi meccanismi d’azione a livello cerebrale. “La molecola agisce sul recettore mGlu5, potenziando l’effetto del glutammato”, spiega Valerio D’Amore, dell’unità di Neurofarmacologia del Neuromed, primo autore dello studio. “Sapevamo già, dalle nostre ricerche precedenti, che la sua somministrazione, in generale, riduceva le assenze epilettiche. Ora, sempre su modelli animali, siamo andati a vedere in dettaglio come la sua azione si esplica in determinate zone del cervello: il talamo e la corteccia cerebrale. L’effetto di riduzione delle assenze rimane lo stesso. Ma abbiamo anche approfondito cosa avviene quando somministriamo contemporaneamente la tiagabina. Questo farmaco, già usato contro le epilessie, è conosciuto perché aumenta le assenze, un fenomeno che effettivamente resta identico quando viene iniettata nel talamo. Però, se somministrata solo nella corteccia cerebrale, riduce le assenze stesse”.

Da questi dati i ricercatori Neuromed cominciano ad avere un quadro più completo di questa molecola e delle sue possibilità di applicazione.