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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 27 mag 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Cibo  

Salute

Il digiuno universale

Una volta iniziavamo a preoccuparci dei chili di troppo solo all’arrivo della bella stagione per la prova bikini. Ma da alcuni anni il controllo di quello che mettiamo nel piatto, complici tv e giornali, è diventato quasi un’ossessione, che ci spinge a provare i regimi alimentari più vari. “La dieta dovrebbe essere intrapresa dopo aver consultato un esperto, a meno che non si tratti di perdere solo uno o due kg. Per prima cosa bisogna capire che alla base ci deve essere un cambiamento comportamentale, una modifica sostanziale del nostro approccio al cibo, altrimenti, dopo una iniziale fase di successo, si rischia di ritornare in breve al punto di partenza”, spiega Alfonso Siani dell’Istituto scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr.

Si sente spesso parlare di diete dai nomi più diversi, ma in che cosa consistono e che effetti possono avere sull’organismo? “Alcune di esse hanno avuto successo perché basate su fondamenti scientifici, per esempio quelle che rientrano nella categoria delle ampiamente studiate diete iperproteiche, ossia in quei regimi alimentari che prevedono un aumento della percentuale delle proteine a scapito degli altri componenti, come i carboidrati”, prosegue il ricercatore. “Per una persona sana che deve perdere poco peso, però, seguire per un periodo lungo una dieta così sbilanciata può creare problemi: gli zuccheri della frutta o una piccola percentuale di carboidrati complessi, quali cereali e legumi, sono infatti indispensabili”.

È insomma ingannevole la richiesta del pubblico di trovare soluzioni 'miracolistiche’ al problema del sovrappeso. “Perdere peso riducendo i carboidrati e gli zuccheri va bene, ma bisogna sapere con precisione cosa è contenuto nei prodotti sostitutivi che si vanno ad assumere e quali effetti specifici abbiano. Quanto alla dieta basata sulla teoria secondo la quale nelle cellule di ogni gruppo sanguigno sono presenti glicoproteine differenti che rendono più 'digeribili’ alcuni cibi, ricordiamo che gli enzimi della digestione non hanno niente a che fare con le glicoproteine di membrana delle cellule sanguigne”.

C’è anche chi adotta a scopo di dimagrimento una dieta gluten free. “Questa alimentazione è ovviamente necessaria per chi ha intolleranze o soffre di celiachia, ma è inutile per chi non ha questi problemi: tali prodotti non fanno dimagrire e non hanno meno calorie, anzi, registrando un indice glicemico più alto, potrebbero peggiorare la situazione metabolica. In merito, comunque, non si dispongono di studi a lungo termine”, aggiunge Siani.

Di recente sono invece stati diffusi i risultati di due studi: uno sul potere metabolico dell’acqua e l’altro sull’efficacia di due giorni di digiuno alternati a cinque di libertà. “L’acqua è sempre necessaria e utile per una corretta alimentazione, in particolare nelle diete molto drastiche, da seguire ovviamente solo in caso di effettiva necessità convalidata da medici, bisogna addirittura aumentarne l’assunzione, poiché nella fase iniziale il corpo espelle tossine e scorie che l’acqua aiuta a eliminare. Bere molta non ha in generale controindicazioni, a meno che non si soffra di patologie renali o epatiche”, avverte lo studioso. “Va però chiarito che l’acqua non accelera il metabolismo. Quanto al digiuno è una pratica rischiosa, così come quella di mangiare una sola volta al giorno. Fare un unico pasto completo vuol dire scatenare una forte salita dell’insulina: almeno in teoria, invece, frazionare il cibo in più pasti durante la giornata riduce l’accumulo di grassi. La dieta di cinque giorni di libertà e due nei quali introdurre centrifugati o verdure cotte condite con poco olio può essere utile se ci si vuole 'disintossicare’ dopo un periodo di stress o in cui non si è riusciti a mantenere un regime alimentare idoneo, per esempio durante un viaggio. Questo non significa però alternare sistematicamente cinque giorni di 'abboffate’ e due di semi digiuno, che può risultare dannoso, in quanto si sottopone il corpo a un notevole stress ulteriore”.

In sostanza, come possiamo rimanere in forma? “La persona che si trova in equilibrio metabolico o di peso può seguire le linee guida dettate dalla Dieta mediterranea, fondata sull’uso di vegetali e legumi, alla quale unire vita all’aria aperta ed esercizio fisico”, conclude Siani.

Anna Maria Carchidi

Fonte: Alfonso Siani, Istituto di scienza dell'alimentazione, Avellino, tel. 0825/299353 , email asiani@isa.cnr.it -