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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 22 apr 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Guerra  

Cultura

Il Cnr per la difesa nazionale

La devastazione provocata dalla Prima guerra mondiale rivelò all’Europa l’importanza della conoscenza scientifica ai fini degli armamenti. Nell’intento di mettere in comune tali conoscenze per disincentivare il riarmo e salvaguardare la pace, venne istituito il Consiglio internazionale delle ricerche con sede a Bruxelles, che determinò la necessità di istituire anche in Italia l'omologo organismo nazionale: nel 1923 nacque così il Consiglio nazionale delle ricerche. Tuttavia gli andamenti politici europei e gli indirizzi di governo dell’epoca portarono l’Ente, dopo il primo decennio di vita, a occuparsi vieppiù di ricerche mirate alla difesa nazionale, soprattutto per poter utilizzare in ambito militare le nuove conoscenze e tecnologie che nascevano per fini civili e industriali.

“Nel corso degli anni ’30 il lavoro iniziale del Cnr si concentra sulle necessità militari, oltre che su quelle minerarie, industriali e agricolo-alimentari" osserva Enzo Casolino del Cnr. Il tutto avveniva principalmente tramite comitati e commissioni miste di scienziati e militari e tramite commesse agli Istituti del Cnr e delle università. Nel giro di pochi anni nasce una rete di laboratori finalizzati secondo un doppio criterio: specializzazione scientifica e collaborazione con le strutture militari. L'Istituto dei motori a Napoli viene fondato per supportare il Silurificio militare di Baia, quello del Calcolo a Roma per provvedere ai calcoli trigonometrici e balistici dell'artiglieria, l'Istituto di psicologia era deputato ad approntare i test per gli aspiranti ufficiali e avevanomandato militare  anche gli Istituti di elettroacustica e quello di Ottica a Firenze. Comunque anche in quel periodo la ricerca veniva concepita e realizzata efficacemente quasi esclusivamente nelle sedi civili, dato che l’apparato delle Forze armate non disponeva di proprie strutture scientifiche, come avveniva in altri Paesi cobelligeranti”.

La conduzione dell’Ente viene affidata, dopo Volterra, a Guglielmo Marconi, il geniale inventore che nel 1897 aveva realizzato il suo primo radiotelegrafo. E la duplice finalità della ricerca viene ancora rafforzata. “La radio di Marconi, che nasceva principalmente per essere installata a bordo dei mercantili, si rivelò essenziale per l’armamento, per lo spionaggio e per la guerra psicologica: anche nella sua posizione di presidente Marconi si dedicò agli esperimenti sui radio-ecometri ad onde corte che saranno chiamati radar; che non furono però apprezzati dai vertici della nostra Marina, al contrario di quella inglese”, continua Casolino. “Negli stessi anni, tuttavia il Cnr provvedeva a creare anche altri Istituti con finalità diverse: l’Istituto di biologia, di chimica, di geofisica, quello per la ricerca mineraria in Africa, le Stazioni talassografiche. Dopo il secondo conflitto mondiale le conoscenze scientifiche maturate negli Istituti del Cnr furono orientate sempre più ad applicazioni civili, in campi come la motoristica, la meteorologia, le macromolecole, la robotica, l'elettronica e le telecomunicazioni, ivi compresi i lanci dei satelliti del Progetto San Marco negli anni '60”.

Un’analoga situazione si è registrata riguardo alla ricerca legata alla colonizzazione di spazi remoti. “L'impresa nel sorvolo del Polo Nord di Umberto Nobile venne finanziata dall'aeronautica militare per scopi scientifici, ma anche per stabilire basi militari e possedimenti coloniali. Oggi la Base Dirigibile Italia del Cnr alle isole Svalbard nella Baia del Re, in Artico, è orientata soprattutto allo studio del clima e del riscaldamento globale”, conclude Casolino. “La colonizzazione militare del Polo antartico, invece, è stata fortunatamente impedita da un trattato internazionale e anche lì, tramite la base scientifica italiana, il Cnr e l’Enea, proseguono programmi di ricerca di carattere ambientale”.

Fabiola Di Sotto

Fonte: Enzo Casolino , email enzo.casolino@cnr.it -